Solo più allenamenti, educazione motoria per le scuole e gare senza pubblico al Palabosca di Asti. Una decisione inevitabile, presa alcuni giorni fa a seguito di un controllo nato in previsione di una partita di basket che si sarebbe dovuta tenere domenica proprio al Palabosca. La squadra di pallacanestro Secursat-Sba ha infatti chiesto alla questura la presenza di un servizio d’ordine e durante gli accertamenti sulle varie autorizzazioni necessarie per organizzare la partita è venuto fuori che il Palabosca è privo del Cpi, Certificato prevenzione Incendi.
Niente Cpi, niente autorizzazione ad accogliere il numeroso pubblico previsto in occasione della sfida contro la Reba Torino, partita nella quale si decreterà il campione regionale della serie C Silver. Ma, al di là della specifica gara, la mancanza del Cpi non è un particolare di poco conto e, da quanto è emerso, il problema esisterebbe fin dal 2005. Ben 19 anni nei quali il Palazzetto dello Sport è stato utilizzato a porte aperte, per ospitare gare più o meno importanti (non solo di basket), senza la presenza del Cpi, ma con un certificato di agibilità, che risulterebbe essere stato rilasciato dopo una Commissione di Vigilanza risalente al 2005, nel quale si autorizzava l’uso della struttura a seguito di lavori effettuati l’anno prima e con alcune prescrizioni.
Insomma, non un uso abusivo del Palazzetto, ma privo di una ulteriore certificazione che il Comune di Asti sapeva di dover ottenere tanto da aver partecipato a un bando del Coni nel 2020 per tentare di trovare i finanziamenti necessari al Cpi. A quel bando è arrivato primo tra gli esclusi al finanziamento, ma poi ha presentato una scheda del Pnrr, accolta, i cui soldi serviranno a pagare i lavori già appaltati. Insomma, tra le varie amministrazioni che si sono susseguite dal 2005 a oggi, quest’ultima ha cercato di trovare il modo di ottenere il Cpi e a giugno aprirà il cantiere, per un valore di 1,1 milioni di euro, di cui quasi 500 mila destinati agli interventi nel palazzetto.
I lavori, infatti, interesseranno non solo il Palabosca, ma anche la piscina, il campo da calcio e l’illuminazione esterna. Sono previsti 8 mesi di lavori, ma il Comune spera di accelerare gli interventi sul Palabosca per una “presa in consegna anticipata” che permetta di riaprire la struttura al pubblico. A settembre sarà difficile, ma si spera entro l’autunno di riaprire le porte del complesso. «Abbiamo un certificato di agibilità e non c’è mai stato alcun rischio per l’incolumità delle persone che hanno frequentato il Palabosca – commentano dalla dirigenza dei Lavori Pubblici – Il palazzetto è dotato di idranti e sistemi di sicurezza e i lavori, già appaltati, erano previsti da tempo. Le attività di allentamento e le gare potranno essere svolte, prima dell’inizio dei lavori, in assenza di pubblico. Diversamente potrà essere utilizzato il Palasanquirico che possiamo attrezzare all’occorrenza».
L’assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco Stefania Morra non vuole alimentare polemiche, ma si limita a rispondere a chi accusa l’amministrazione di non tenere in debita considerazione lo sport e le strutture dedicate. «Non è assolutamente vero che non ci interessiamo delle strutture sportive dal momento che sul complesso del Palazzetto dello Sport effettueremo interventi per 1,1 milioni di euro e che riguardano anche la piscina e il campo da calcio. Abbiamo ottenuto 1,6 milioni per costruire una nuova palestra al Fontanino, abbiamo i finanziamenti per realizzare le palestre all’Enofila con il Pnrr e, di recente, abbiamo installato parecchie attrezzature sportive nei parchi che tutti possono adoperare gratuitamente. I fatti smentiscono queste accuse, ma comunque non credo di dovermi giustificare con qualcuno».
Sul caso Palabosca, l’assessore ribadisce che «l’agibilità c’è, manca il Cpi; le scuole e le società sportive posso usarlo e non ci sono mai stati rischi statici o altri pericoli per il pubblico».
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