Mercoledì sera il Consiglio comunale di Salò ha votato e approvato la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini che gli era stata conferita, lì come in numerose altre località, senza particolari discussioni e su istanza dell’allora commissario prefettizio. La cittadinanza era stata concessa al Duce il 23 maggio 1924, pochi giorni prima dell’omicidio del deputato Giacomo Matteotti avvenuto il 10 giugno di quello stesso anno dopo il famoso discorso alla Camera nel quale denunciò le illegalità e le violenze commesse dai fascisti per imporsi nelle elezioni politiche.
Dopo oltre 100 anni Salò chiude la partita della cittadinanza onoraria con dodici voti a favore della mozione presentata da Tiberio Evoli, consigliere della maggioranza di centrosinistra che governa dal 2024. Tre i consiglieri contrari e uno astenuto. «Se Salò chiude con il passato, lo potrebbe fare Asti? – si domanda il consigliere comunale di Ambiente Asti, Mario Malandrone – Si dice che una cittadinanza onoraria ha valore su un vivo non su un morto, ma è anche vero che revocarla significa fare una cesura con il passato e mettere fuori gioco riferimenti del passato che sono superati in una democrazia. Si dirà che non serve, che ci sono cose più importanti. Non ditelo certo a noi che ci passiamo la giornata sui problemi della città . Che ad Asti ci siano cose più importanti, lo sappiamo. Eppure ad Asti tempo se ne è sprecato a discutere un odg contro i totalitarismi e che quindi neghi cittadinanze a chi ne ha fatto parte di totalitarismi o simpatie totalitarie. Un enorme supercazzola, che confonde piani storici, ideologie e che mescola in una melassa tutta la storia del Novecento. Ore di dibattito su un odg al quanto discutibile dal punto di vista storico».
«Una supercazzola – continua Malandrone – utile a tenere buoni i fratellini d’Italia in Consiglio e che quindi non tolse la cittadinanza al duce. Insomma, ad Asti tempo se n’è sprecato, su incipit della maggioranza su un odg che non risolveva la questione e che non faceva cesura su una cittadinanza onoraria imbarazzante. E bastavano cinque minuti a fare cesura con personaggi e ideologie che non possono e non devono più avere spazio in uno stato democratico. Ma così non è stato. Lo fa Salò il cui nome è storicamente collegato ai fatti che videro la nascita della Repubblica Sociale italiana e l’ultimo tentativo dl Fascismo. Quindi dopo quella discussione in aula, Mussolini (ad Asti ndr) continua ad avere lo stesso onore di Lilliana Segre e Papa Francesco».
A Mussolini fu concessa la cittadinanza onoraria di Asti il 24 maggio 1924, il giorno dopo al riconoscimento ottenuto proprio a Salò.