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Città che cambia

Asti, un progetto pronto che immagina cosa potrebbe diventare l’ex Casermone

Ostello, case per diabili, palestra, laboratori per scuole e cittadinanza, apertura passaggio per via del Carmine: tutto questo nello studio di fattibilità dello studio Gap su incarico del Comune.

Quell’occasione mancata di recuperare anche l’altra metà del Casermone  ha suscitato molta curiosità. L’occasione era quella dell’allora proposta dell’impresa che stava realizzando il nuovo tribunale di acquisire anche l’altra parte di casermone per trasformarlo in un centro uffici e studi forensi. Ma il Comune non accettò l’offerta.
Gli anni sono passati e quella parte rischia di crollare da un momento all’altro. Tetto sfondato in più parti, soffitti crollati, piante cresciute all’ultimo piano che spuntano fra le tegole rimaste, crepe sempre più larghe, porte e finestre murate al primo piano per impedire accessi abusivi di senza tetto.
Eppure idee su come recuperarlo ce ne sono. E qualcuno le ha anche messe nero su bianco.
E’ solo di tre anni fa lo studio di fattibilità redatto dallo studio Gap di Asti (vedi in photogallery) su incarico del Comune che aveva ricevuto un contributo di circa 50 mila euro dalla Compagnia di San Paolo per pensare ad un riutilizzo di quella grande area a ridosso del centro cittadino. Interessante come gli architetti di Gap hanno immaginato il futuro dell’ex casermone.
Intanto con l’apertura di tre passaggi che consentirebbero di creare una connessione fra via Scarampi e via del Carmine e non dover più fare lunghi giri per passare da una parte all’altra di quella zona di San Rocco.
E poi il recupero dell’edificio che si presenta come una grande “U”. Nelle tre maniche troverebbero posto una serie di spazi dedicati alle scuole della zona.
Si parla di una palestra scolastica aperta anche al pubblico, 5 laboratori musicali ad uso sia degli studenti del liceo musicale del Monti che della cittadinanza in orari extrascolastici e uno spazio ricreativo sempre per il Monti.
Poi una serie di servizi dedicati ad una popolazione particolarmente giovane: un ostello con 34 posti letti, due aule studio pubbliche, una lavanderia comune a disposizione di tutti gli inquilini, una piccola caffetteria e uno spazio in cui accogliere le attività dell’associazione San Martino-San Rocco.
Un altro aspetto dello studio di fattibilità sul recupero del grande contenitore vuoto riguarda la funzione sociale degli spazi.
E su questo è stato pensato di realizzare tre appartamenti per persone affette da disabilità grave, legati alla legge “Dopo di Noi” e poi 28 appartamenti di edilizia residenziale sociale ad affitto agevolato. Al piano sotterraneo si realizzerebbe anche un’autorimessa con 38 posti auto.
Anche se dalla strada non si vede, il complesso da ristrutturare dispone di un ampio cortile interno. Ed è proprio al suo interno, semi interrata, che dovrebbe trovare posto la palestra. Il suo tetto, nell’idea degli architetti del Gap verrebbe trasformato in un giardino pensile che regalerebbe del verde in zona. Un altro spazio è stato pensato per realizzare un centro di telemedicina.
Lo studio c’è, i soldi per fare i lavori no. Ma è una base sulla quale lavorare per far atterrare contributi di eventuali bandi ad hoc.

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