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Cronaca
Via Bonzanigo e via Cotti Ceres

Asti, i “bisognini” dei cani in strada ispirano la finta delibera di Gaudenzio Pestasterco

Quando la rabbia per l’inciviltà incontra la satira burocratica nasce un “finto censimento”.

Il problema delle deiezioni canine che imbrattano le strade e i marciapiedi esiste in tutta la città, basta vedere la moltitudine di volantini che invitano, talvolta con toni poco amichevoli, i proprietari a ripulire dai bisogni dei loro cani. Ma quando la via è in acciottolato, diventa un problema molto più grave, perchè diventa pressochè impossibile togliere gli escrementi dai sassi annegati nel pietrisco e nel cemento.
Lo sanno bene i residenti delle vie Bonzanigo e Cotti Ceres, nel cuore della città, che ogni giorno si devono confrontare con l’inciviltà dei tanti che usano quei due “budelli” storici come wc per i loro cani.
Così c’è chi, con una professionalità da premio satirico, prova a prenderla sul ridere e trasforma la rabbia e l’indignazione in un documento che, ad una prima vista, sembra in tutto e per tutto una lettera del Comune di Asti. Logo d’ordinanza, caratteri e impaginazione da funzionario comunale, contenuto degno del Vernacoliere.
E giù di pungente satira.

Il volantino è rimasto affisso per giorni ad una discesa di grondaia in via Cotti Ceres ed è uno spasso da leggere. Intanto l’intestazione: “Comune di Asti – Ufficio statistico di scatologia faunistica”. Perfetta per chi vuole attirare l’attenzione sull’inciviltà dell’abbandono delle deiezioni canine, visto che la scatologia, etimologicamente, è materia che tratta gli escrementi.
E poi l’oggetto «Rapporto mensile sulle deiezioni canine» con tanto di spiegazione: «Il presente rapporto ha lo scopo di documentare e analizzare la quantità e la tipologia delle deiezioni solide e liquide nell’areale di via Bonzanigo nel mese di riferimento di febbraio 2025. Tale rilevazione – prosegue – è finalizzata al monitoraggio e alla catalogazione delle tecniche innovative di deturpazione degli spazi pubblici».

Dando seguito alla promessa di monitoraggio, catalogazione e analisi dettagliata. Perchè nel corpo centrale del volantino c’è la tabella degna de migliori analisti di statistica. Divisione in deiezione canina solida, semisolida, in sacchetto rilevata su marciapiede, acciottolato, davanzali e paline segnaletiche. Non solo, il «rilevatore» divide per dimensioni e infine il numero che, considerato il tono nonostante la satira, non abbiamo dubbio sia aderente alla realtà.

Seguono altre precisazioni e un’ultima indicazione che sa di minaccia: «Lo scrivente ufficio informa che dati e corredo fotografico raccolti verranno utilizzati per allestire una mostra fotografica a rappresentazione delle soluzioni più fantasiose».
Anche la firma è in tono col resto: «Il responsabile del servizio dottor Gaudenzio Pestasterco».
Si sorride, ma ci si arrabbia anche tanto in quelle due vie. Poca voglia di ridere la dimostra una delle residenti che ha sempre a portata di mano una borsa piena di segatura da gettare su ogni escremento in bella vista in mezzo alla strada. «Guardi, qui si dà colpa ai cani, ma sono tante anche quelle di umani – racconta un’altra residente – Come lo sono i segni di urina ad altezze impossibili per un cane. Senza contare, al mattino, i resti abbondanti di vomiti da ubriacature notturne. Spesso anche nelle piccole rientranze fra il marciapiede e i portoncini di ingresso. Non c’è il minimo rispetto e non sappiamo più come far rispettare il nostro diritto a camminare senza pestare gli escrementi o per avere i muri che non siano trasformati in orinatoi».

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