Il mondo dei cavalli è particolare. Da sempre. Pieno di sfaccettature e sfumature ai più difficilmente ravvisabili. Lo è ancor più quello delle corse a pelo e dei Palii. La competizione si fa
Il mondo dei cavalli è particolare. Da sempre. Pieno di sfaccettature e sfumature ai più difficilmente ravvisabili. Lo è ancor più quello delle corse a pelo e dei Palii. La competizione si fa accanita, perchè nella gran parte dei casi è consentito luso del nerbo non solo per stimolare lanimale, ma anche per ostacolare gli avversari. Il tutto, ovviamente, deve avvenire durante la competizione, poichè ogni atto di offesa portato ad un rivale al di fuori della pista va pesantemente condannato.
Domenica 26 maggio. Si è appena conclusa la prima batteria del Palio di Legnano. Andrea Coghe, fantino della contrada di San Martino, abbandona la pista. E deluso, demoralizzato. La corsa non è andata come avrebbe voluto. In gara si è scontrato con Valter Pusceddu, fantino de La Flora. Sono volate nerbate e più volte, come dimostrato dalle immagini, i due fantini sono arrivati a stretto contatto fisico. Entrambi eliminati. Non disputeranno la finale. Ma è profondamente diversa la loro reazione allesclusione. Andrea Coghe con ogni probabilità sta ripercorrendo mentalmente lo sviluppo della batteria, per capire che cosa non ha funzionato. Valter Pusceddu ha una montagna di rabbia dentro e non riesce a controllarla.
La situazione finisce ben presto fuori controllo e i conti rimasti in sospeso in pista vengono saldati nel modo più becero e vergognoso. Sono numerosi coloro che assistono alla scena e intervengono con colpevole ritardo. Lepilogo è inaccettabile. Andrea Coghe finirà allospedale di Castellanza, dove gli verranno diagnosticate molteplici fratture al setto nasale e agli zigomi. Dovrà essere sottoposto ad intervento chirurgico per la riduzione delle fratture e la ricostruzione delle parti lese. La prognosi è di 30 giorni. Si tratta di lesioni gravi e pertanto da parte delle autorità competenti scatteranno le indagini per ricostruire laccaduto nei minimi particolari. Ed è proprio ciò che dovrà avvenire.
Lungi da noi lidea di prendere posizioni di alcun tipo, ma vista la gravità della situazione è necessario un intervento forte. Chi ha sbagliato dovrà pagare. Per protesta, prima ancora della disputa della finale, la Contrada di San Martino aveva ritirato il gonfalone. Il Capitano di San Martino, Alberto De Pascali, nel dopo corsa era stato durissimo: «Accettiamo il regolamento del Palio, in corsa ci sta anche qualche scontro fisico. Ma dopo no. Il nostro fantino è stato colpito con un calcio in faccia mentre era a terra. Questa è delinquenza e va perseguita come prevede la legge».
Confermiamo. Così dovrà accadere. Corride e far west sono unaltra cosa e, solitamente, si svolgono in altri ambiti. Sarà bene non fare di ogni erba un fascio. Ad Andrea Coghe un grande in bocca al lupo, con lauspicio di rivederlo al più presto gareggiare.
E' morto il pittore
Giacomo Soffiantino
Dipinse il Palio vinto
da San Silvestro nel 92
Si è spento qualche giorno fa, nella sua casa di Torino, il pittore Giacomo Soffiantino. Classe 1929, era uno dei più autorevoli esponenti dellespressionismo astratto. In ambito paliesco era noto per aver dipinto il Drappo vinto nel 1992 dal Rione San Silvestro. Sua anche la Pergamena dAutore assegnata dal Soroptimist di Asti nel 98. A vincerla fu nuovamente il Rione San Silvestro, col quale evidentemente il grande artista torinese aveva un feeling particolare. Ai familiari di Giacomo Soffiantino vanno le condoglianze della redazione de La Nuova Provincia.
Massimo Elia