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Le voci dei bambini non disturbanopiù: tornino ai giardini!
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Le voci dei bambini non disturbano
più: tornino ai giardini!

Uno dei ricordi più belli che conservo di mia nonna Carmen, scomparsa undici anni fa alla ragguardevole età di 96 anni, risale ai primi Anni ’80. All’epoca ero bambino e spesso mia nonna mi

Uno dei ricordi più belli che conservo di mia nonna Carmen, scomparsa undici anni fa alla ragguardevole età di 96 anni, risale ai primi Anni ’80. All’epoca ero bambino e spesso mia nonna mi portava con sé nei suoi giri di commissioni mattutine e molte volte capitavamo ai giardini pubblici di viale alla Vittoria, luogo molto ambito da un bambinetto dell’epoca. Ricordo il laghetto con i cigni e altre strutture che mi affascinavano molto. C’era anche una maggior frequentazione di persone rispetto a quelle che si vedono oggi, che sono per lo più di passaggio. Ricordo anche di aver visto, qualche anno dopo, degli spettacoli sempre dedicati ai bambini, in particolare uno di marionette, forse legato ad Asti Teatro. Era stato organizzato nell’area al centro del parco che ancora oggi ha un’apposita pavimentazione.

Ascoltando racconti di anni passati, ho scoperto invece che quei giardini hanno per qualche anno ospitato le primissime edizioni della Douja d’Or. E chissà quante altre cose sono successe che io non conosco. Capisco benissimo che sfruttare quella zona per ospitare concerti, feste ed altre iniziative potesse essere in passato un elemento di disturbo per le persone ricoverate nel vicino Ospedale. Sono però ormai otto anni che il Cardinal Massaia ha sostituito quella struttura e quindi oggi non c’è più pericolo di disturbo. Credo che sfruttare diversamente quel parco possa portare beneficio all’intera zona, anche dal punto di vista economico, le cui attività commerciali stanno sentendo in modo particolare la crisi. Certo non è pensabile che in quello spazio circolino così tante persone come ai tempi dell’Ospedale  ma credo che a due passi dal punto più centrale della città si possa comunque pensare ad organizzare qualcosa di interessante.

Tra gli astigiani da diversi decenni si è creata un’abitudinaria differenza tra Portici Anfossi e Portici Pogliani, quasi come se non facessero parte della stessa piazza. Gli stessi giardini pubblici, di conseguenza, risentono di questo fattore, radicato solamente nelle abitudini delle persone. Non va dimenticato però che dal parcheggio di piazza Alfieri si fa prima ad arrivare ai giardini pubblici che in piazza San Secondo. Proprio la piazza del Municipio è diventata da anni punto di ritrovo della gente e più ancora per moltissimi bambini. Molti di loro si divertono giocando al pallone al centro della piazza stessa, da anni ormai isola pedonale.

Perché non potrebbero essere di nuovo proprio i giardini il luogo dei giochi delle prossime generazioni di astigiani? Perché non tornare ad organizzare eventi e spettacoli per grandi e piccini? Perché non ridare visibilità ad un’area che vanta al suo interno diversi monumenti dedicati ad astigiani illustri, ma soprattutto piante, panchine, prati e fiori che non sempre si possono trovare nel centro di altre città? La gente attirata da iniziative che vengono ospitate ai giardini pubblici potrebbe comunque usufruire non solo del parcheggio di piazza Alfieri, ma anche di quello di piazza del Palio o dei numerosi posto auto di via Rosselli, viale alla Vittoria e corso Cavallotti. Penso che valga la pena almeno tentare.

Alessandro Sacco
Informatico e giornalista pubblicista

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