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“I caprioli sono da sterminare”Ma i cacciatori si oppongono
Attualità

“I caprioli sono da sterminare”
Ma i cacciatori si oppongono

L'allarme è lanciato dagli stessi cacciatori del territorio, in merito alla delibera approvata pochi giorni fa dal comitato di gestione dell'Atc2 ?- sud del Tanaro (Ambito territoriale

L'allarme è lanciato dagli stessi cacciatori del territorio, in merito alla delibera approvata pochi giorni fa dal comitato di gestione dell'Atc2 ?- sud del Tanaro (Ambito territoriale caccia), riunitosi presso la sede di Nizza. Martedì il comitato di gestione ha deliberato il piano di prelievo della specie capriolo per la stagione venatoria 2014/15, che sarà poi presentato alla Regione: dal consueto 30?35%, il piano prevede l'abbattimento del 95% dei capi censiti.

«E' semplicemente follia ?- interviene Carlo Cattaneo, castagnolese e cacciatore storico (è anche assessore del Comune) ?- In altre realtà il capriolo viene considerato una risorsa, mentre da noi è un nocivo da abbattere: non è che tutta questa operazione rientra in una campagna elettorale al fine di cercare consensi nel mondo agricolo, sterminando i caprioli? Mi auguro di no, perché credo ancora in un sistema dove la caccia di selezione non vuol dire distruzione, ma contenimento, dove il cacciatore ne fa parte attiva senza disturbare un equilibrio, già per altro precario, per motivi non sicuramente legati alla caccia, ma all'uso spropositato ad esempio di prodotti chimici e diserbanti, in un ambiente fortemente destinato a monocoltura vite e nocciolo».

E Cattaneo lancia anche un appello: «Il piano è passato con 9 voti a favore e 8 contrari: e i voti contrari sono venuti dalle associazioni venatorie e ambientaliste. Questo è emblematico della posizione dei cacciatori. Consiglierei al comitato di gestione dell'Atc di sedersi attorno ad un tavolo e di riconsiderare tale proposta, prendendo in considerazione seriamente la caccia di selezione e valutarla per quello che una regione come il Piemonte, fortemente europeista, si merita al pari di altre nazioni, dove la cultura venatoria va in sintonia con la natura, il mondo agricolo in simbiosi, per quello che è possibile, con l'ambiente esterno».

m.m.t.

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