Polemica sul "fronte lavoro" alla piscina comunale di via Gerbi. A richiamare l'attenzione è Renzo Guardabascio, dipendente e barista della struttura, che afferma: «Sono passati ormai
Polemica sul "fronte lavoro" alla piscina comunale di via Gerbi. A richiamare l'attenzione è Renzo Guardabascio, dipendente e barista della struttura, che afferma: «Sono passati ormai due mesi dalla riapertura della piscina e non è cambiato nulla. Anzi, le cose sono peggiorate. Se non ricordo male, ci furono grandi titoli e conferenze stampa, dove tutti si impegnavano a risolvere la questione degli stipendi arretrati, dei contratti e di tutto ciò che concerne appunto i problemi interni. Al contrario, gli stipendi arrivano solo tramite piccoli acconti, ottenuti dopo numerose richieste di sollecito, e non coprono neanche le bollette che dobbiamo pagare. Ci era stato promesso un contratto, delle garanzie, ma al bar non è cambiato nulla. Si chiedeva la cassa integrazione, per coprire le ore mancanti, ma nessuno ci ha fatto più sapere. Ho sempre creduto che avere l'Amministrazione comunale all'interno della struttura fosse una garanzia. Invece no. Infatti in due mesi né un assessore né il sindaco ci hanno chiesto se le cose andassero meglio».
A precisare i rapporti interni alla piscina di via Gerbi il dirigente comunale dello Sport, Gianluigi Porro: «Alla fine dell'anno scorso ? ricorda ? l'Amministrazione ha deciso di gestire direttamente, fino a maggio, la piscina comunale, in seguito allo scioglimento consensuale del rapporto concessorio con la società "Sportevolution". Nonostante il poco tempo per organizzarsi, circa 20 giorni, riteniamo di aver garantito in questi mesi un servizio efficiente, compatibilmente con le risorse a disposizione e con i limiti oggettivi della struttura che sicuramente saranno superati dagli interventi che verranno effettuati da giugno».
Uno dei primi obiettivi che l'Amministrazione comunale si è posta è stato quello di garantire la continuità ai 18 lavoratori che in questi anni hanno operato in piscina con varie manzioni. Per la stessa ragione il bar interno è stato dato in concessione alla stessa società, Sportevolution, che lo ha gestito in questi anni e che ora paga un canone forfettario al Comune per poter svolgere l'attività».
Riguardo nello specifico alla vicenda del bar, poi, il dirigente Porro assicura «di convocare, con l'assessore Marta Parodi, certamente sensibile al tema della tutela dei lavoratori, il concessionario del bar per chiedere ragione del mancato pagamento del dipendente». Interpellato sulla questione Fabrizio Bittner (Sportevolution) si dice «dispiaciuto per la situazione in cui versano i lavoratori del bar», per poi fornire la replica.
«Il bar è gestito da Coop evolution (cooperativa sociale che, nella gestione precedente e attualmente, è subappaltatrice di Sportevolution, ndr). I dipendenti vengono pagati il 20 del mese successivo, hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e la tredicesima, mentre devono ancora percepire le mensilità di gennaio e febbraio. Putroppo soffriamo di crisi di liquidità a causa dei crediti che vantiamo nei confronti da varie società sportive, da cui attendiamo ancora un totale di 120mila euro per gli affitti di altri impianti sportivi che gestiamo attualmente, e dell'Amministrazione comunale, da cui siamo in attesa di 200mila euro per contributi in conto gestione relativi a tutti gli impianti sportivi di cui ci occupiamo. Per quanto riguarda il bar, cercheremo di saldare al più presto gli stipendi arretrati, ma sappiamo già che la gestione terminerà il 31 maggio, per cui la continuità occupazionale dei dipendenti non sarà garantita. In generale, quindi, ritengo che il Comune debba fare un discorso serio sulla gestione degli impianti sportivi, data la difficoltà delle società sportive e degli Enti locali a reperire risorse per far fronte a tutte le spese. Così non è più possibile andare avanti».
Sulla vicenda interviene anche Stefano Calella (Cisl) che, insieme ad altri sindacalisti, segue i lavoratori interni alla struttura. «Ci impegneremo a salvaguardare l'occupazione al bar – afferma – così come abbiamo fatto recentemente per assistenza bagnanti, cassa e pulizie. Inoltre tuteleremo tutti coloro che vantano ancora stipendi arretrati dalla gestione precedente. Ben consci che, comunque, se non riuscissimo ad ottenere tutto ciò che spetta ai lavoratori, la responsabilità sarà del Comune, committente del servizio».
Elisa Ferrando
Ha collaborato Manuela Zoccola