Da una parte l'amministrazione comunale intenta a difendere le proprie scelte e a dimostrare che diversamente non era possibile fare, dall'altra i commercianti sempre più infuriati per
Da una parte l'amministrazione comunale intenta a difendere le proprie scelte e a dimostrare che diversamente non era possibile fare, dall'altra i commercianti sempre più infuriati per l'introduzione, nella nuova variante al Piano Regolatore, di due mega aree commerciali, che potrebbero portare la grande distribuzione anche sul territorio di Villanova nel giro di pochi anni e in un momento di estrema difficoltà per le attività già esistenti. Dopo alcuni incontri e diverse dichiarazioni comparse qui e là sui mezzi di informazione locali, soprattutto per parte dell'amministrazione comunale, i commercianti di Villanova si sentono tutt'altro che tranquillizzati.
Anzi, proprio il continuo rincorrersi di dichiarazioni volte a calmare la situazione e a spiegare i perché delle scelte dell'amministrazione, sembra metterli ancor di più sulla difensiva: «Sembra quasi che vogliano convincerci a tutti i costi che quanto sta accadendo non si poteva evitare – commenta uno degli interessati – mentre la stessa Regione ha formulato una richiesta di avvio di accordo di programma proprio perché le dimensioni di queste aree superano la soglia prevista e nella delibera votata in consiglio poche settimane fa maggioranza e minoranza hanno di fatto dovuto accettare quanto richiesto dalla Regione per riportare il tutto nella norma. Forse sarebbe ora che riconoscessero le loro responsabilità invece di scaricare sempre la colpa su chi c'era prima o su enti esterni».
Una posizione dura e condivisa anche da altri commercianti villanovesi che già nel novembre scorso avevano avviato una raccolta firme sottoscritta da quasi 150 esercenti del commercio fisso e ambulanti del mercato settimanale, per sollecitare un incontro sulla nuova variante, sia pur un pò in ritardo. Datata 2010, ma di fatto già imbastita a partire dal 2007, con l'avvio della seconda amministrazione Peretti, la variante è infatti ormai in stadio più che avanzato, se non proprio in dirittura di arrivo, ma i commercianti sperano ancora di poter dire la loro, almeno sui vincoli e sulle prescrizioni che potrebbero essere imposte dall'amministrazione sulle nuove aree, vista anche la richiesta regionale di avviare le procedure relative all'accordo di programma e la convocazione in Provincia di un tavolo di confronto cui ovviamente anche le associazioni di categoria sperano di essere invitate.
«Chiaramente siamo contrari all'insediamento della grande distribuzione in un paese che si presenta incontaminato sotto questo aspetto e dove sono attive numerose realtà a conduzione famigliare che danno lavoro anche a dipendenti esterni – precisa Claudio Bruno, direttore dell'Ascom di Asti, in prima linea sulle posizioni dei commercianti villanovesi – I discorsi fatti dall'amministrazione, in cui ci vengono a dire che su 40 richieste di conversione per nuove aree commerciali solo due sono state accolte, di fatto ci lasciano abbastanza indifferenti, la nostra preoccupazione è rivolta alle dimensioni di queste due aree e ai posti di lavoro che andranno persi se dovesse arrivare un centro commerciale di dimensioni importanti.
Forse darà anche lavoro a 15 o 20 nuovi lavoratori, che saranno però per lo più precari e assunti a fronte di una perdita magari del doppio dei posti di lavoro che si andranno a tagliare nelle piccole attività già esistenti, costrette inevitabilmente a ridurre il personale o a chiudere del tutto le attività. I commercianti sono disponibili ad un discorso costruttivo sul futuro del paese e del commercio in esso presente – continua Bruno – ma sino ad oggi non abbiamo avuto modo di vedere gli strumenti tecnici che dovrebbero regolarizzare le nuove aree dal punto di vista della viabilità o delle prescrizioni tecniche solitamente previste in questi casi. Attendiamo pertanto che venga convocato un tavolo di confronto, si spera in Provincia, nel quale si possa discutere su dati e indirizzi precisi, dove ovviamente vorremmo anche poter dire la nostra, solo allora potremo esprimere il nostro parere su quanto sta accadendo».
Franco Cravero