Il software Sibi, ideato dallastigiano Roberto Fassone, è tra le opere selezionate del Japan Media Arts Festival. Linaugurazione è prevista per martedì a Tokyo, e per celebrare
Il software Sibi, ideato dallastigiano Roberto Fassone, è tra le opere selezionate del Japan Media Arts Festival. Linaugurazione è prevista per martedì a Tokyo, e per celebrare lavvenimento Sibi sarà disponibile online allindirizzo www.sibisibi.com. Definito dal suo ideatore unopera darte per creare potenziali opere darte, è un software in grado di generare istruzioni da seguire allo scopo di creare un artefatto. Allestito nel 2012 a Milano e anche in una sala di Palazzo Ottolenghi, numerosi visitatori si sono cimentati con il suo aspetto più ludico. Ma Sibi ha dimostrato di essere più di un gioco: un aggregatore sociale, un esperimento. In definitiva, unopera darte.
Come è arrivato Sibi in Giappone?
Ho pensato che potesse rientrare nel genere media art, così ho inviato la domanda di partecipazione. Ma non mi aspettavo che un festival di questo livello potesse essere interessato al mio progetto. E invece a ottobre ho saputo di essere stato selezionato, sono rimasto basito per il riconoscimento.
Sei anche lunico italiano a essere stato selezionato per il festival.
Potrebbe anche essere che sono lunico italiano che ha inviato la domanda. In ogni caso mi fa piacere, al Japan Media Arts Festival espongono artisti che partecipano alle biennali.
Ma cosa si intende esattamente con media art?
È un termine molto generico che si riferisce ai nuovi media: siti web sperimentali, videoinstallazioni, più in generale opere con un certo grado di interattività. Insomma, non bisogna pensare alle opere che hanno un linguaggio classico. Per questo ho pensato che Sibi potesse essere adatto a questo contesto, dato che non utilizza un medium classico, è interattivo.
Verrà allestito a Tokyo proprio come a Palazzo Ottolenghi?
No, in Giappone si potrà interagire esclusivamente con il software, esattamente come succederà con la versione online. Mi aspetto che gli utenti si divertano con le istruzioni fornite, ma anche utilizzarlo come strumento creativo. In fondo stimola la domanda su cosa sia unopera darte, sui vincoli della creazione, sui limiti e sul contesto entro cui unopera viene considerata seria.
Qual è il futuro di Sibi? È qualcosa che può essere messo in vendita?
Il tema della profittabilità di Sibi è stato posto, ma se fossi uno spettatore vorrei poterlo usare gratuitamente. Preferisco che diventi un software creativo, o per lo stimolo della socializzazione in ambito lavorativo. Quello che conta è che io possa interagire direttamente con chi ne fruisce, daltra parte Sibi è nato da uno slancio creativo.
e.in.