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Aree produttive: ristorazioneoltre i 250 mq e baby parking
Attualità

Aree produttive: ristorazione
oltre i 250 mq e baby parking

Le parole d'ordine dietro la nuova Variante urbanistica 31 sono "semplificazione" e "ripresa": semplificazione per quanto riguarda le norme urbanistiche, così da

Le parole d'ordine dietro la nuova Variante urbanistica 31 sono "semplificazione" e "ripresa": semplificazione per quanto riguarda le norme urbanistiche, così da sburocratizzare il più possibile l'iter delle pratiche; ripresa, invece, sul fronte economico per rilanciare alcune attività commerciali e incentivarne altre. La Variante 31, presentata dal vice sindaco e assessore all'Urbanistica Davide Arri, ha terminato martedì il proprio percorso in commissione che sarà seguito dalla preparazione del rapporto propedeutico alla VAS (Valutazione ambientale strategica), la conferenza dei servizi, l'adozione del progetto preliminare e le eventuali osservazioni dei cittadini. Infine, approvate o respinte le istanze, in Consiglio comunale seguirà la contestuale votazione della pratica. «Prevediamo di terminare l'iter della Variante 31 entro l'autunno, una partita cui teniamo molto perché sappiamo quanto è attesa dal mondo produttivo, dando nuove opportunità per aiutare la ripresa economica» commenta Arri.

Sono una decina i punti strategici che la Variante al Piano regolatore intende concretizzare. Sarà consentito nelle aree produttive il commercio al dettaglio collegato alle attività di commercio all'ingrosso. «Si tratta di un'esigenza fortemente avvertita e che, principalmente, interessa attività non alimentari» puntualizza l'assessore. Sarà inoltre possibile cambiare la destinazione d'uso, nelle zone produttive, di fabbricati esistenti "senza la verifica del parametro relativo al rapporto di copertura in caso di assoggettamento di aree ad uso pubblico": tradotto significa meno lacciuoli burocratici e più semplicità nel recupero di edifici dismessi o in stato di abbandono. Questa norma si ricollega ad un'altra importante riforma laddove verrà consentita, nei comparti produttivi di completamento "la monetizzazione delle aree per i servizi pubblici, per le destinazioni all'uso commerciale e direzionale, fino al 50% del totale".

Ciò permetterà di soddisfare le istanze di chi, volendo sul proprio terreno una destinazione urbanistica commerciale o direzionale, non disponga della sufficiente metratura per soddisfare le aree destinate ai servizi e per le quali potrà monetizzare alle casse comunali fino al 50% del valore delle stesse. Nell'ottica di andare incontro alle esigenze presentate da numerose aziende agricole sarà consentito alle medesime di creare modeste destinazioni produttive per la lavorazione e trasformazione dei prodotti di provenienza agricola interna. La Variante 31 prevede però anche altre possibilità nelle riconversioni di aree esistenti. Verranno infatti accolte le richieste di riclassificazione in area agricola di lotti prima edificabili per togliere l'incidenza dell'IMU quando stentano o non sono mai partiti i progetti per costruire.

Altra novità sarà la possibilità di rimuovere vincoli a servizi pubblici sui terreni privati quando questo non comporta un incremento della capacità insediativa residenziale. «La Variante 31 è a crescita 0 – aggiunge il vice sindaco – Nella residenzialità non sono previste nuove cubature in nessun caso». Verranno invece accolte 18 richieste di ampliamento di aziende già esistenti la quali, secondo gli auspici del Comune, dovrebbero anche aumentare il numero degli occupati dando una piccola ma importante boccata d'ossigeno sul fronte del lavoro. La Variante 31 si sofferma inoltre sulla necessità di dotare le aree produttive della città di un maggior numero di servizi sia per chi ci lavora che per chi vi transita (come nel caso di corso Alessandria, arteria che divide in due la zona industriale e collega Asti ai capannoni produttivi di Quarto).

In tal senso verrà rimosso il limite massimo di 250 mq oggi presente per chi apre attività di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree produttive. «Anche in questo caso abbiamo ricevuto alcune richieste – spiega il vice sindaco – e consideriamo la norma uno strumento molto valido per recuperare i capannoni dismessi presenti in tali aree».
Sempre nell'ottica di ampliare i servizi ai cittadini nelle aree produttive (ma anche commerciali) la Variante urbanistica consentirà l'apertura di nuovi baby parking assimilandoli alla destinazione d'uso residenziale. Diversamente, nelle aree agricole, sarà consentito, senza il preventivo ricorso al Piano di recupero, l'ampliamento fino al 100% della superficie per le unità commerciali esistenti. «Si tratta prevalentemente di bar e tavole calde che offrono servizi di ristorazione – puntualizza Arri – e che, in alcuni casi, hanno dovuto respingere i clienti per mancanza di spazi».

Infine la Variante farà aprire anche ad Asti un servizio già molto diffuso nel resto d'Europa. Si tratta delle sale per il commiato che verranno assimilate alla destinazione commerciale. Questi luoghi saranno spazi dove poter svolgere funerali civili, veglie di commemorazione e celebrazioni di commiato con la presenza del feretro e una serie di optional come la proiezione di filmati e foto in memoria del defunto, l'ascolto di canzoni o la lettura di messaggi in suo ricordo. Vere e proprie camere ardenti "civili" che saranno allestite direttamente dalle imprese di pompe funebri ma che non potranno essere aperte nei pressi di ospedali, case di cura o di riposo. A predisporre la Variante 31 hanno collaborato per conto del Comune, oltre allo stesso assessore, anche il dirigente del settore, Angelo Demarchis, e il presidente della commissione Pippo Cornero.

Riccardo Santagati

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