Quella sui farmaci è una delle spese che incide maggiormente sui bilanci regionali e nazionali, ma potrebbe essere notevolmente ridotta. Come? Con la scelta dei farmaci equivalenti (i generici)
Quella sui farmaci è una delle spese che incide maggiormente sui bilanci regionali e nazionali, ma potrebbe essere notevolmente ridotta. Come? Con la scelta dei farmaci equivalenti (i generici) rispetto a quelli più noti di marca, molti dei quali sostenuti da massicce campagne di marketing.
In Europa, mediamente, farmaci generici e quelli di marca si spartiscono equamente il mercato: 50% dellequivalente sul totale dei farmaci dispensati con picci dell80% in Gran Bretagna. In Italia, la media è invece molto più bassa, intorno al 14% di generici contro la restante fetta di farmaci di marca che, come noto, costano molto di più alle casse della sanità pubblica.
In questo contesto, il Piemonte può vantare una sua eccellenza, visto che, fra tutte le regioni dItalia, si colloca al quinto posto per uso di farmaci generici, con un 17% di media. Una crescita che è arrivata soprattutto dopo il decreto Balduzzi e dopo la piena consapevolezza del bilancio sanitario piemontese che va pesantemente ridimensionato e ottimizzato.
Allinterno dellarea piemontese, Asti è virtuosa, con quasi un punto percentuale in più rispetto alla media delle province sabaude. LAsl di Asti, infatti, ha registrato nel 2012 unincidente della spesa dei generici sul ttoale della spesa per farmaci del 15% mentre nei primi mesi di questanno la percentuale è salita al 17,9%.
La spesa netta per i farmaci generici da gennaio a maggio di questanno è di 2 milioni e mezzo, in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dellanno scorso. Nel corso del 2012 sono stati spesi 34 milioni 389 mila euro per i farmaci degli astigiani e di questi, solo 5 milioni e 200 mila euro hanno riguardato i farmaci generici. E questo conferma come ci siano ancora molti margini di miglioramento della percentuale. In linea con lEuropa, invece, la spesa sui gastroprotettori (farmaci per lulcera) che ad Asti, come in Piemonte, tocca il 51,7%.
I dati arrivano da una ricerca fatta dal magazine About Pharma and Medical Devices con il patrocinio di Assogenerici utilizzando i dati Osmed-Aifa. Secondo gli analisti medici, i farmaci equivalenti sono svantaggiati da un gap culturale dovuto ad unarretratezza di informazione che ne impedisce la diffusione. Il farmaco equivalente è un medicinale del tutto uguale al più noto farmaco di marca poichè contiene lo stesso principio attivo, nella medesima quantità, nella stessa forma farmaceutica e via di somministrazione, garantendo la medesima efficacia terapeutica. Con un risparmio favoloso sulla spesa sanitaria pubblica.
d.p.