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Che fine fanno i dipendenti?Cgil: è un caos, scendiamo in piazza
Economia

Che fine fanno i dipendenti?
Cgil: è un caos, scendiamo in piazza

Sabato il presidio per difendere i servizi pubblici legati all’Ente provinciale e al welfare. parla Luca Quagliotti, segretario regionale funzione pubblica Cgil.

«Chi gestirà i servizi erogati ai cittadini dalle nostre Province? E che fine faranno i dipendenti?».
A domandarselo, con toni preoccupati, il segretario regionale della Fp Cgil, l’astigiano Luca Quagliotti, alla luce della mancata conversione del decreto legge “Spending review” che conteneva anche il provvedimento di riforma degli Enti provinciali, secondo cui Asti si sarebbe dovuta accorpare ad Alessandria.

«Questa situazione – prosegue Quagliotti – lascia nel caos la gestione delle Amministrazioni provinciali ed è un rimedio peggiore del provvedimento di riordino. Infatti, se l’accorpamento delle Province avrebbe causato seri problemi, soprattutto a livelo di dipendenti, una soluzione si sarebbe comunque trovata. Così, invece, il 1° gennaio assisteremo alla fine delle Province italiane e, soprattutto, alla fine dei servizi erogati. La mancata conversione del decreto, infatti, determinerà – anche secondo numerosi esponenti del Governo e politici –  il “caos istituzionale” e una confusione ancora più grave nella gestione dei servizi attualmente erogati dagli Enti provinciali ai cittadini: dalla manutenzione delle scuole secondarie ai servizi connessi all’ambiente, all’acqua e all’agricoltura; dalla sicurezza stradale alla gestione dei centri per l’impiego; dalla formazione lavoro ai trasporti (pubblici e privati). Da chi saranno gestiti? E che fine faranno i dipendenti, condannati a vivere in una sorta di “limbo” per cui non sanno cosa faranno dal prossimo gennaio?».

Per questi motivi la Funzione pubblica regionale Cgil chiede al Governo almeno la proroga dell’attuale modalità di amministrazione territoriale, augurandosi che emani al più presto un nuovo decreto o che venga inserita nella Legge di stabilità la proroga dell’attuale modalità di gestione del territorio. «Non si tratta di una mera definizione di ambiti territoriali – prosegue Quagliotti – ma di garantire servizi ai cittadini e salvaguardare posti di lavoro: questioni, entrambe, sicuramente fondamentali per il bene del Paese».

E per manifestare pubblicamente l’opposizione a questa situazione, la Funzione pubblica, di concerto con tutta la Cgil, organizza in tutto il Piemonte presidi di protesta che si svolgeranno domani, sabato. Ad Asti la manifestazione si terrà dalle 9.30 alle 12 in cima alla scalinata di piazza Campo del Palio. Un presidio in cui si parlerà non solo del timore per la fine dei servizi svolti dalla Provincia di Asti, ma «della riduzione generale del servizi pubblici, in particolare del welfare», conclude.

«Saremo in piazza – aggiunge Giovanni Prezioso, segretario generale provinciale Cgil – per sottolineare la questione del riordino delle Province e, insieme, per difendere la sanità pubblica. Riteniamo, infatti, che la spesa sanitaria nel nostro Paese sia rilevante, ma che non possa essere realisticamente considerata motivo di allarme per la finanza pubblica e, quindi, oggetto di pesanti tagli. Inoltre vogliamo manifestare contro le politiche del presidente della Regione, Roberto Cota, che critica la revisione della spesa del Governo Monti ma poi la attua in prima persona».

Elisa Ferrando

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