L.elettorale/ Blitz Pdl-Lega-Udc al Senato, il Pd si infuria
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L.elettorale/ Blitz Pdl-Lega-Udc al Senato, il Pd si infuria

L.elettorale/ Blitz Pdl-Lega-Udc al Senato, il Pd si infuria
Soglia minima al 42,5%.Ma trattativa possibile su lodo D’Alimonte


Roma, 6 nov. (TMNews)
– Pierluigi Bersani lo temeva. E il blitz è arrivato. In commissione Affari Costituzionali al Senato è stato approvato un emendamento che fissa al 42,5% la soglia minima che la coalizione deve raggiungere per accedere al premio di maggioranza del 12,5%. E’ passato per mano di Pdl, Lega, Udc, Mpa, Coesione nazionale e Api-Fli, la stessa vecchia della Casa delle Libertà (ad eccezione dell’Api) che nel 2006 approvò il Porcellum che non prevedeva quella soglia. La stessa formazione che un blitz lo aveva già fatto adottando il ddl Malan come testo base per riformare la legge elettorale.

Pd e Idv hanno votato contro e i democratici sono furiosi. Lo sono perché sulla materia, come ha riferito il presidente della Commissione Carlo Vizzini, era in corso una trattativa che portasse a un’intesa sulla proposta avanzata domenica dalle pagine del Sole 24 Ore da politologo Roberto D’Alimonte: una soglia minima al 40% per accedere a un premio del 54%. E se nessuno raggiunge quella soglia, un premio di consolazione del 10% al primo partito. In apertura di seduta, quindi, Vizzini ha chiesto l’accantonamento degli emendamenti sulla soglia per dare ai partiti qualche ora in più per raggiungere un’intesa. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd, ha chiesto il rinvio. Ma il leghista Roberto Calderoli non ha voluto sentir ragioni e si è detto contrario. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, gli è andato dietro, “per non rompere la rinnovata alleanza alla vigilia delle elezioni in Lombardia”, ha malignato qualche senatore. Quindi sono iniziate le votazioni e l’emendamento della soglia al 42,5% targato Nespoli (Pdl) e Saia (Cn) cui poi è stato associato quello di Francesco Rutelli riformulato è stato approvato.

Per Finocchiaro è la rottura del dialogo e la compromissione dei lavori della Commissione (che comunque andranno avanti stasera e domani). Il presidente dei senatori del Pd rimanda la battaglia all’Aula dove, annuncia, sarà presentato un emendamento che ricalca il lodo D’Alimonte. Per il Pdl invece non c’è “nessuna frattura” e anzi, Gaetano Quagliariello ci tiene a sottolineare che “ci sono questioni ancora aperte”. Tipo: cosa succede se nessuno raggiunge la soglia del 42,5%. “Per ora succede che c’è il proporzionale puro, roba da Prima Repubblica”, spiega il democratico Stefano Ceccanti che più tardi intavola una conversazione su twitter con il vicepresidente dei senatori del Pdl facendogli ribadire l’apertura alla proposta D’Alimonte che Quagliariello aveva già fatto in un’intervista all’Unità di questa mattina. Il premio al primo partito però non può essere al 10%, al massimo al 6-7%, secondo Quagliariello. E non è escluso che uno dei relatori – Lucio Malan – avanzi una proposta in questo senso già in Commissione.

Insomma la partita, si capisce, è ancora aperta. Anche il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, si dice “disponibile a ogni ragionevole modifica”. Anche se l’episodio di oggi ha fatto surriscaldare gli animi: “Non è stata una bella pagina ma un’inutile prova di forza con l’obiettivo di arrivare a una legislatura breve”, ha detto Vizzini che al termine della seduta ha ricevuto anche una telefonata dal Colle, dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, che voleva ragguagli su quanto appena accaduto. Per Vizzini il danno è “riparabile”. Se ha ragione si scoprirà nelle prossime ore.

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