Pd/ Uscenti spaventati da primarie. Bersaniani: Colpo a correnti
Conciliaboli tra parlamentari: Così premiato chi controlla voti
Roma, 12 dic. (TMNews) – Sembrava un formicaio impazzito, oggi pomeriggio, il lato sinistro del transatlantico, quello frequentato soprattutto dai parlamentari del Pd. La decisione del segretario di indire le primarie per i parlamentari ha messo in subbuglio deputati e senatori che, a questo punto, temono la ‘conta’ fissata per la fine dell’anno. Una ‘conta’ un po’ particolare, perché se a votare saranno ammessi tutti gli iscritti al Pd e quelli che hanno votato alle primarie per il candidato premier, le liste per il voto del 29 e 30 dicembre le faranno pur sempre le direzioni provinciali del partito e una quota di candidature in parlamento, da definire, sarà riservata al vertice del partito. Uno dei bersaniani doc non usa giri di parole: “Il segretario ha fatto una gran mossa, ha voluto dare un colpo alle correnti, ha sfasciato le correnti. Così si evita di trattare le quote con tutti i capicorrente”.
C’è poi il timore manifestato da Massimo D’Alema ad una decina di deputati in transatlantico, il rischio che i perdenti alle primarie facciano ricorso e creino il caos, una guerra di carte bollate che potrebbe mandare all’aria un’operazione studiata per surclassare Beppe Grillo e per rispondere con un’altra mobilitazione di massa alla probabile candidatura di Mario Monti.