Crisi/ abiti, svaghi e tecno su podio rinunce del 2013
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Crisi/ abiti, svaghi e tecno su podio rinunce del 2013

Crisi/ abiti, svaghi e tecno su podio rinunce del 2013
Studio Coldiretti su effetti recessione su spesa e su economia


Roma, 19 gen. (TMNews)
– Sul podio delle rinunce dettate dalla recessione nel 2013 salgono le spese per l`abbigliamento che quasi tre italiani su quattro sono disposti a tagliare (74%), i divertimenti al quali il 72% è pronto a dire addio e gli acquisti tecnologi che verranno ridotti da ben il 71% dei cittadini. E` quanto emerge da uno studio della Coldiretti sull`impatto della recessione economica prevista da Bankitalia nel 2013 sulla spesa dei cittadini, in base all`indagine Deloitte.

Gli effetti negativi – sottolinea la Coldiretti – si fanno sentire anche su altri settori dell`economia con quello turistico con il 66% degli italiani che è pronto a rivedere le proprie vacanze mentre solo il 51% è disposto a ridurre qualche spesa alimentare o per la salute (49%) che si classificano come le voci piu` difficili da tagliare. Si tratta di un risultato che – precisa la Coldiretti – è il frutto delle aspettative negative sull`andamento del potere d`acquisto nel 2013 per il quale ben il 48% dei consumatori italiani si considera preoccupato e mantiene una visione negativa (contro il 34% della media europea), mentre solo l`8% pensa che la propria capacità di spesa migliorerà (contro il 19% della media europea).

A cambiare sono in generale i comportamenti di acquisto di tutti i beni e servizi con i consumatori italiani che tendono sempre più alla pianificazione d`acquisto basata sulla convenienza dei prodotti e dei punti vendita. Torna la lista della spesa per evitare gli acquisti di impulso, si ricorre alla ricerca su internet per confrontare prezzi e ricercare offerte promozionali, si fa lo slalom tra le corsie dei supermercati e la spola tra diversi punti vendita. Se il 61% degli italiani – continua la Coldiretti – dichiara che effettuerà gli acquisti presso punti vendita più economici è anche vero però che oltre al prezzo, gli italiani continuano ad essere sensibili sia alla sostenibilità ambientale (8 italiani su 10 eviteranno di acquistare prodotti che hanno impatti negativi sull`ambiente) sia all`etica sociale (l`83% non acquisterà prodotti derivanti dallo sfruttamento di lavoro minorile).

Questa attenzione – precisa la Coldiretti – si traduce nel settore agroalimentare (che è la seconda voce di spesa familiare dopo l`abitazione) con una maggiore propensione ai prodotti locali magari a chilometri zero acquistati direttamente dagli agricoltori ed in generale al cibi Made in Italy che garantiscono primati dal punto vi vista qualitativo ma anche dalla sostenibilità ambientale e sociale. Le produzioni italiane hanno il record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge ma l`Italia ha anche il maggior numero di imprese biologiche in Europa (quasi cinquantamila) che coltivano un milione di ettari di superficie bio. L`agricoltura italiana, che ha scelto di non coltivare ogm, vanta anche – conclude la Coldiretti – la leadership nei prodotti tipici con 244 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetti dall’Unione Europea mentre sono 517 i vini Docg, Doc e Igt riconosciuti in Italia.

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