Ilva/ No Procura Taranto a nuova richiesta dissequestro acciaio
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Ilva/ No Procura Taranto a nuova richiesta dissequestro acciaio

Ilva/ No Procura Taranto a nuova richiesta dissequestro acciaio
Non ci sarebbero nuovi elementi per cambiare la decisione


Taranto, 23 gen. (TMNews)
– I pool di magistrati della procura della Repubblica di Taranto che si occupa dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici dell’Ilva di Taranto ha espresso parere negativo sulla nuova istanza di dissequestro presentata ieri dal presidente dell’Ilva Bruno Ferrante. Il parere negativo sarebbe motivato dal fatto che non vi sono elementi nuovi che permettano di cambiare la decisione. Inoltre ogni decisione sul sequestro dell’acciaio, circa 1,7 milioni di tonnellate di prodotto dal valore di circa un miliardo di euro, è stata sospesa dai magistrati (sia dal gip che dai magistrati del tribunale dell’appello cautelare) in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sui profili di incostituzionalità sollevati dalla procura ionica sulla legge 231 detta “salva-Ilva”.

Ieri il presidente Ferrante aveva nuovamente chiesto alla procura ionica lo sblocco delle merci sequestrate perché considerate provento di reato, in quanto prodotte nei mesi in cui gli impianti erano sotto sequestro senza facoltà d’uso, impegnando l’azienda ad investire il ricavato della vendita dell’acciaio prodotto per l’adeguamento degli impianti all’Aia, il pagamento degli stipendi per gli operai e “quant’altro necessario per la sopravvivenza dello stabilimento” sottoponendo tali investimenti al controllo del Garante per l’attuazione dell’Aia Vitaliano Esposito. Dopo il nuovo parere negativo, l’istanza di dissequestro dell’acciaio dell’Ilva, che l’azienda ritiene fondamentale per la prosecuzione dell’attività industriale, passa nelle mani del gip Patrizia Todisco.

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