Usa/ Obama vuole alzare i salari minimi, rischio di nuovo scontro
Non mancano imprese, economisti e repubblicani contrari
New York, 13 feb. (TMNews) – Tra i temi affrontati da Barack Obama nel suo discorso sullo stato dell’Unione, ieri sera, c’è stato quello del salario minimo federale, che il presidente degli Stati Uniti vorrebbe alzare dagli attuali 7,25 a 9 dollari all’ora, aggiustandolo automaticamente all’inflazione. A parlare della richiesta di Obama al Congresso e dei suoi rischi è il New York Times.
Obama è intervenuto in difesa dei più poveri, chiedendo al Congresso di agire: “Nel Paese più ricco sulla Terra, nessuno che lavora a tempo pieno dovrebbe vivere in povertà” mentre “gli stipendi degli amministratori delegati non sono mai stati così alti”. “Una famiglia con due bambini che vive con un salario minimo si trova ancora al di sotto della soglia di povertà. E questo è sbagliato” ha detto Obama. Ma l’attuale situazione dell’economia statunitense, che ancora non si è ripresa dalla crisi, renderà il dibattito molto aspro.
Obama vorrebbe che l’aumento del salario minimo fosse messo in pratica entro la fine del 2015, per permettere a circa 15 milioni di persone a basso reddito, secondo i calcoli della Casa Bianca, di migliorare la loro situazione. Il salario minimo di 9 dollari sarebbe il più alto in oltre tre decenni (aggiornando i dati al costo della vita attuale), ma non sarebbe ancora ai livelli degli anni ’60 e ’70. Secondo l’amministrazione Obama, la scelta di aumentare il salario minimo avrebbe un effetto molto positivo sulle famiglie in difficoltà, senza pesare sulle imprese. (segue)