Elezioni/ Landini: Più corruzione con alcune leggi Berlusconi
“Misureremo il nuovo Governo per le scelte che farà”
Roma, 20 feb. (TMNews) – Il livello di corruzione nel paese ha raggiunto livelli molto alti. Dopo gli anni di Tangentopoli questo tema non è mai stato affrontato seriamente. Anzi, ci sono state alcune leggi, in particolare quelle approvate dal Governo Berlusconi, che sono andate nella direzione opposta. E’ l’analisi del segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che in una videointervista a TMNews pubblicata sul sito www.tmnews.it parla di lavoro e delle priorità dell’agenda del prossimo esecutivo, che sarà misurato per le scelte che farà.
“Che i livelli di corruzione in questo paese siano molto alti e che dopo Tangentopoli non si sia affrontato questo tema mi sembra evidente – dice Landini – anzi, sono state fatte delle leggi dei governi, in particolare del Governo Berlusconi, che sono andate in tutt’altra direzione. Allo stesso tempo si pone un problema molto serio che riguarda l’assenza di politiche industriali. Quindi, la responsabilità maggiore che imputo alle forze politiche e ai governi è di non aver avuto delle politiche industriali che disegnassero sistemi. Perché in alcuni casi, se penso a Finmeccanica, stiamo parlando di un’azienda controllata al 30% dal ministero del Tesoro e se pensiamo al sistema bancario c’è anche un ruolo di controllo che dovrebbe essere messo in campo”.
Secondo il capo delle tute blu della Cgil c’è bisogno di “una
discontinuità e, quindi, la priorità assoluta è il lavoro: difendere il lavoro e creare nuovi posti di lavoro. Per fare questo c’è bisogno di rilanciare una politica di investimenti pubblici e privati. E allo stesso tempo c’è una priorità che riguarda la democrazia da estendere nei luoghi di lavoro. Per fare questo bisogna cancellare l’articolo 8 voluto dalla Fiat e dal Governo Berlusconi. Occorre fare una legge sulla rappresentanza che dia diritto ai lavoratori di scegliersi il sindacato e di votare i propri accordi. E credo allo stesso tempo ci sia bisogno di intervenire e mettere mano alle pensioni. La riforma fatta è sbagliata. Siamo il paese che ha l’età pensionabile più alta di tutta Europa. Non va bene. E poi bisogna combattere la precarietà. Sarebbe inoltre utile l’introduzione di un reddito di cittadinanza”.
Landini critica i provvedimenti del
Governo Monti sul lavoro. “Di sicuro – afferma – le leggi fatte
non hanno creato un posto di lavoro in più. Anzi, la modifica
all’articolo 18 sta producendo licenziamenti che prima non
esistevano. E aver mantenuto 46 diverse tipologie di lavoro non
ha certo affrontato il tema. La precarietà è uno dei mali di
questa situazione, non è una delle strade per uscire da questa
crisi. Un nuovo governo deve invece ripensare e fare delle
riforme vere. Quelle, non sono state riforme”.
Sulle accuse lanciate da Beppe Grillo al sindacato di essere
corresponsabile della crisi occupazionale, Landini osserva:
“Beppe Grillo dovrebbe riconoscere che il sindacato, che non lo
ha ordinato il medico, è fatto da lavoratori che liberamente
scelgono di aderire a un’organizzazione sindacale ed è stato in
questi anni uno dei baluardi della democrazia. Se in Italia c’è
lo Statuto, se ci sono dei diritti è grazie alle lotte dei
lavoratori. E’ bene che questo errore Grillo non lo faccia,
perché chi oggi vuole scegliersi il sindacato è Marchionne e non
sta facendo una buona esperienza”.
Il leader della Fiom aggiunge che “Monti, e Montezemolo che oggi lo sostiene, nell’anno che è stato al governo non ha creato un posto di lavoro in più e ha continuato a fare peggio di quello che aveva fatto prima Berlusconi. Non a caso siamo il paese con la precarietà più alta, salari più bassi e soprattutto il livello che ha meno investimenti in ricerca e occupazione”. Sul piano del lavoro presentato dalla Cgil alla conferenza di programma, Landini spiega che “è la base necessaria su cui partire. Il lavoro è una priorità assoluta nella testa di qualsiasi persona onesta e di buon senso nel nostro paese”.
Landini auspica “la possibilità di un cambiamento. Non a caso la nostra organizzazione ha scioperato e si è mobilitata sia contro il Governo Berlusconi che contro le scelte fatte dal Governo Monti. Un nuovo governo deve essere alternativo. Un sindacato come il nostro è autonomo e indipendente. Non è un sindacato di governo o di opposizione e misurerà qualsiasi governo per le scelte che farà”.