Crisi/ Appello Rete Imprese a politici: Adesso tocca a voi
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Crisi/ Appello Rete Imprese a politici: Adesso tocca a voi

Crisi/ Appello Rete Imprese a politici: Adesso tocca a voi
Manifesto aperto a sottoscrizione amministratori e imprenditori


Roma, 17 apr. (TMNews)
– Proseguendo nella linea di forte denuncia della drammaticità della situazione per le Pmi, culminata nella giornata di mobilitazione del 28 gennaio scorso, il prossimo 9 maggio Rete Imprese Italia presenterà nell’ambito dell’assemblea 2013 il manifesto ‘Adesso tocca a voi!’. L’appello al governo, al Parlamento e alla politica “ad agire immediatamente con misure concrete a sostegno della crescita e dell’economia reale è aperto alla sottoscrizione degli amministratori e degli imprenditori su tutto il territorio nazionale”. I risultati dell’iniziativa e della raccolta firme verranno presentati il giorno dell’Assemblea.

“La crisi – si legge nel manifesto – sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo. Nel 2013, 26,6 miliardi in meno di Pil, 22,8 miliardi in meno di consumi, 249 mila chiusure delle attività commerciali e dell’artigianato”.

“La ripresa – si sottolinea nell’appello – diventa un miraggio, gli imprenditori hanno perso la pazienza e stanno perdendo la speranza. Ma il destino non è segnato. Le imprese dell’artigianato, del terziario di mercato e l’impresa diffusa, che nel nostro Paese producono il 58% del Pil e danno lavoro al 62% degli occupati, non ci stanno. Reagire alla crisi si deve e si può. Le nostre imprese – conclude il manifesto di Rete Imprese Italia invitando il governo, il Parlamento e la politica a fare la propria parte – hanno fatto tutto il possibile: adesso tocca a voi!”

Il protrarsi della recessione, spiega Rete Imprese Italia, “sta riducendo allo stremo le imprese del terziario di mercato, dell’artigianato e l’impresa diffusa che vivono sulla propria pelle il peso insostenibile dell’eccessiva pressione fiscale, del crollo dei consumi senza precedenti, del difficile e costoso accesso al credito, dell’annosa questione della riscossione dei crediti vantati nei confronti della P.A”.

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