Cinema/Placido: Ci vogliono giovani a rappresentare il Paese
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Cinema/Placido: Ci vogliono giovani a rappresentare il Paese

Cinema/Placido: Ci vogliono giovani a rappresentare il Paese
Regista presenta suo film francese, Il Cecchino e parla di Italia


Roma, 22 apr. (TMNews)
– Michele Placido porta al cinema, dal 1° maggio, il suo polar girato in Francia, “Il Cecchino”, ma alla presentazione del film l’argomento che tiene banco è la situazione dell’Italia: “Siamo in un momento di follia, oltre che di depressione, basta vedere quello che è successo in questi giorni nella politica. – ha detto l’attore – Io ho applaudito dopo la rielezione di Napolitano, ma ora, 36 ore dopo, penso che in fondo è normale che un giovane non sia d’accordo: bisogna essere rappresentati da persone con idee, vitalità, voglia di rinnovare, che diano speranza. Questa speranza può venire solo dai giovani”.

Placido vede la necessità di forze giovani anche nel cinema, che sappiano raccontare l’Italia che cambia: “Ci sono state negli ultimi 20 anni persone con un passato criminale che si sono sedute in Parlamento, ci vorrebbero dei grandi documentaristi a raccontare tutto questo. – ha detto il regista – Rosi, Petri l’hanno fatto, ora la cinematografia italiana sembra muta. Dovrebbero essere i giovani a raccontare, lo farebbero in maniera più lucida rispetto alla mia generazione”.

“Il Cecchino” è il primo film francese di Placido, un noir ad alta tensione, in cui non ci sono buoni o cattivi, ma tutti i personaggi sono ambigui, doppi, oscuri. Nel film ci sono attori del calibro di Daniel Auteuil e Matthieu Kassovitz: “Ero contento, meravigliato, che fosse offerto a me, regista italiano, un polar francese, ma mi sono sentito a mio agio, orgoglioso di rappresentare il mio Paese”. Ora lo aspetta un altro film in Francia, come regista, un thriller sentimentale ambientato a Lione, e un piccolo film italiano, “Prima di andar via”, nato da uno spettacolo teatrale di giovani attori, che lui si è offerto di dirigere: “E’ un piccolo film che potrà dare visibilità a attori invisibili, ne sono entusiasta. E’ un film sulla depressione di un Paese, e sulle conseguenze di questa crisi sulla psicologia delle persone”.

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