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Cina/ La poltrona che nessuno vuole: guida super fondo sovrano
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Cina/ La poltrona che nessuno vuole: guida super fondo sovrano

Cina/ La poltrona che nessuno vuole: guida super fondo sovrano
Non si trova un candidato adeguato: troppi problemi in vista


Roma, 27 mag. (TMNews)
– Sembra diventato il gioco del cerino quello sulla nomina del nuovo direttore del superfondo sovrano cinese: non si riesce a trovare un candidato adeguato e disposto ad assumere la carica. Lo riporta il Financial Times citando fonti interne. “Chi è disponibile non ha le qualifiche necessarie, chi le ha non vuole farsi avanti”, secondo un dirigente della China Investment Corporation, entità con una dotazione di ben 500 miliardi di dollari, creata nel 2007 attingendo alle immense riserve in valuta estera del Dragone.

Un player di primissimo piano nelle politiche industriali, ma che dal marzo scorso è formalmente senza un direttore, quando il l’ex numero uno Lou Jiwei è diventato ministro delle Finanze. Il vicesindaco di Sghanghai, Tu Guangshao non ha nessuna voglia di accettare l’offerta, e un altro candidato di peso, il vicegovernatore della Banca centrale, Yi Gang ha già rifiutato il posto.

I recalcitranti papabili hanno tutti paura di fare figuracce dovendosi sobbarcare probabili colpe altrui. Perché nei suoi investimenti il fondo “ha sparso un sacco di semi frettolosamente. Ma non è chiaro quanti daranno vita ad una pianta, e quante di queste piante daranno frutti”, racconta un’altra fonte interna al quotidiano. Certo non depongono bene alcune delle prime operazioni condotte dal fondo, gli acquisti di quote rilevanti in Morgan Stanley e nel fondo Blackstone proprio poco prima che nel 2008 la crisi finanziaria li facesse piombare in pesante perdita.

In generale il fondo Cig è stato bersagliato da forti critiche in Cina e l’assenza di un direttore rischia di minarne il ruolo industriale. Perché ora ha un concorrente interno diretto con il fondo che di fatto, dice ancora il Ft, la banca centrale cinese ha allestito assieme all’Amministrazioen delle riserve in valuta estera, una montagna di fondi che equivalgono a 3.400 miliardi di dollari.

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