Scuola/ Bologna, Al referendum vincono i 'no', ma solo il 28%
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Scuola/ Bologna, Al referendum vincono i ‘no’, ma solo il 28%

Scuola/ Bologna, Al referendum vincono i ‘no’, ma solo il 28%
Si è votato per interruzione finanziamento pubblico a paritarie


Bologna, 27 mag. (TMNews)
– Il Comune di Bologna destini un milione di euro l’anno soltanto alle scuole materne statali e comunali, e interrompa il sistema integrato introdotto con una legge regionale in Emilia-Romagna dal 1995. E’ questo il verdetto emerso dal referendum consultivo promosso dal ‘cartello’ di associazioni, movimenti e partiti denominato “Articolo 33”. In nottata gli scrutini dei 199 seggi: i votanti sono stati 85.934 pari al 28,71% degli aventi diritto (meno di un bolognese su tre); per l’opzione A – quella dei referendari, hanno votato 50.517 persone pari al 59%, mentre per la B (quella per mantenere lo stato attuale di finanziamento anche alle scuole paritarie), si sono espresse 35.160 persone pari al 41%.

Sul referendum si è aperto un dibattito molto acceso in città nelle ultime settimane e il centrosinistra che amministra la città ha rischiato la rottura. A favore dello ‘stop’ al finanziamento pubblico, infatti, si è schierato oltre al Movimento di Beppe Grillo, a Sel, a una parte della Cgil e della Fiom, anche una parte del Pd. A guidare idealmente il gruppo dei promotori, anche Stefano Rodotà nominato presidente onorario. Contro il referendum, oltre alla Chiesa bolognese che rappresenta le decine di istituti religiosi gestori di scuole private, anche il Pd, Pdl, Udc e la Cisl. Il sindaco Virginio Merola, a pochi giorni dalle elezioni, aveva chiarito che indipendentemente dal risultato del referendum il Comune avrebbe proseguito come in passato, mantenendo fede al programma elettorale.

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