Riforme/ Documento 43 parlamentari Pd: Mozione preoccupante
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Riforme/ Documento 43 parlamentari Pd: Mozione preoccupante

Riforme/ Documento 43 parlamentari Pd: Mozione preoccupante
Sei punti di allarme, stabilizzazione Porcellum inclusa


Roma, 29 mag. (TMNews)
– “In merito alla mozione di maggioranza oggi in votazione a Camera e Senato relativa al processo di riforma costituzionale, pur apprezzando i miglioramenti introdotti rispetto all’impianto originario, manifestiamo alcune preoccupazioni”. Quarantatre parlamentari Pd, fra i quali Rosy Bindi a Pippo Civati, Enzo Zavoli, Laura Puppato, Vannino Chiti, Felice Casson, Sandra Zampa, hanno sottoscritto un documento che mette nero su bianco perplessità e rischi della mozione di maggioranza sulle riforme.

A loro giudizio “la deroga alla procedura di revisione costituzionale rappresenta un oggettivo problema e un pericoloso precedente”. Inoltre “l’estensione delle materie soggette a riforma cui si fa riferimento nella mozione configurano una riscrittura sostanziale della seconda parte della Costituzione la quale semmai esigerebbe un sensibile rafforzamento del sistema delle garanzie procedimentali”. Ed “è quanto meno discutibile che siano le Camere a chiedere al Governo di impegnarsi a varare un disegno di legge costituzionale che introduca una tale deroga su materia eminentemente parlamentare quale quella della procedura di revisione costituzionale”.

“Sulla questione della forma di Governo – è scritto inoltre nel documento- è indispensabile che il lavoro istruttorio del Comitato sia preceduto da un dibattito e un indirizzo del Parlamento”. E “nella parte finale del dispositivo si prospetta anche l’ipotesi, dalla quale dissentiamo, di un solo progetto di riforma complessiva anziché, come si richiederebbe, di provvedimenti distinti per titoli e materie sui quali, in Parlamento, possano liberamente prodursi maggioranze non precostituite e diverse in ragione dei singoli, specifici oggetti. Del resto, tutti i quattro “saggi” nominati dal Presidente Napolitano che si sono occupati della questione, su questo punto concordemente, hanno prospettato, a conclusione dell’iter, referendum confermativi “distinti per singole parti omogenee””

Infine, “nel testo della mozione – denunciano i parlamentari pd – si stabilisce un nesso tra il buon esito delle riforme costituzionali e, a valle, l’eventuale e conseguente riforma delle legge elettorale, con il concreto rischio della ennesima, deprecabile stabilizzazione del “porcellum”, in aperta contraddizione con il solenne impegno da tutti proclamato della sua cancellazione.

(segue)

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