Il 21 marzo è linizio della primavera, una nuova stagione, una ventata di freschezza sta arrivando. Sarebbe bello che con lo sbocciare dei fiori e larrivo del sole pieno, le negatività
Il 21 marzo è linizio della primavera, una nuova stagione, una ventata di freschezza sta arrivando. Sarebbe bello che con lo sbocciare dei fiori e larrivo del sole pieno, le negatività sparissero. E se non si può cancellare, con la bacchetta magica, la crisi e la precarietà globale, noi, nel nostro piccolo, qualcosa possiamo fare per fare primavera. Il 21 marzo è la giornata mondiale che ci ricorda di lottare per i pari diritti, contro i pregiudizi e gli ostacoli (soprattutto mentali) che toccano i più deboli o i cosiddetti diversi (chi decide poi cosè normale e cosè diverso?).
Ciò che non si conosce fa paura. E allora perché non sforzarsi di conoscerlo, di parlarci, di mettersi nei suoi panni?
Fin dallantichità il rapporto con il diverso, inteso in ogni sua interpretazione (religiosa, somatica, geografica) è unesperienza ricorrente nel quotidiano e rappresenta un tema al quale molti, tra cui anche scrittori e i poeti non sono rimasti indifferenti. La diversità veniva definita in base allaspetto esteriore, per disabilità fisiche o mentali, le minoranze religiose, la provenienza etnica, il modo di pensare, le scelte sessuali o di vita. Da sempre, purtroppo, le persone con deformità fisiche o psichiche venivano schernite e isolate dalla comunità, quelle di diversa religione o diverso colore della pelle venivano spesso ghettizzate ed emarginate da attività sociali e assolutamente quotidiane. I cori razzisti allo stadio, le barzellette, i luoghi comuni che rendono forte il branco a dispetto del singolo non devono imbruttire il mondo. Il 21 marzo si può iniziare a fare qualcosa, provare per esempio ad avere meno paura del diverso è più voglia di conoscerlo.
Il 21 marzo è anche la giornata della poesia, ci sono molti festival e concorsi dove la poesia diventa un inno alla pace e alluguaglianza.
Alda Merini (nata proprio il 21 marzo 1931 a Milano) ha scritto una poesia e lha intitolata Pace:
La pace che sgorga dal cuore?
e a volte diventa sangue,?
il tuo amore?
che a volte mi tocca?
e poi diventa tragedia?
la morte qui sulle mie spalle,?
come un bambino pieno di fame?
che chiede luce e cammina.?
Far camminare un bimbo è cosa semplice,?
tremendo è portare gli uomini?
verso la pace,?
essi accontentano la morte?
per ogni dove,?
come fosse una bocca da sfamare.
(Alda Merini).