I suoi tifosi hanno voluto salutarlo con laffetto e il calore che si dimostrano solo di fronte ai grandi campioni dello sport, alle bandiere. Carmelo Imbriani era il simbolo del suo Benevento, la
I suoi tifosi hanno voluto salutarlo con laffetto e il calore che si dimostrano solo di fronte ai grandi campioni dello sport, alle bandiere. Carmelo Imbriani era il simbolo del suo Benevento, la maglia dei campani il trainer ce laveva per certi versi cucita addosso. Anni da capitano in campo, un inizio di carriera da brillante trainer interrotta tragicamente. Una malattia se lè portato via troppo in fretta, a soli trentasette anni, i supporter campani lo hanno salutato più che degnamente tra le lacrime allo stadio Ciro Vigorito nei giorni scorsi. Tra i tanti compagni di squadra, a volerlo ricordare con affetto è anche Paolo Corradino, portiere biancorosso reduce da ben cinque stagioni sportive nel Benevento. "Ho vissuto in una città magica. Ho ricordi splendidi di quellavventura, ho esordito nel calcio professionistico, i sanniti hanno un amore speciale per il calcio. Imbriani era il simbolo di quel calcio, una persona speciale per cui tutti nutrivano stima e affetto". Anni da capitano, unesperienza da tecnico iniziata bene e interrotta a causa della malattia: "Ho avuto modo di conoscerlo sia come compagno di squadra che come allenatore. Per certi versi non è cambiato, in campo era la mente della nostra formazione, ci guidava con il suo carisma e sono convinto che come atleta abbia ottenuto meno di quello che avrebbe meritato. La Lega Pro gli stava certamente stretta, aveva un talento fuori dal comune. Da mister si era seduto sulla panchina beneventana in un momento difficile e componeva con Martinez un connubio funzionante. Il sudamericano era un trainer di esperienza, lui aveva lenergia e lentusiasmo dei giovani".