Riccardo Ruggeri e Riccardo Santagati
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Allo Spazio Kor la “cura” di Riccardo Ruggeri per salvare l’editoria dal sistema Amazon

Con il Libroincipit che si legge in mezz’ora lancia la sfida al colosso del commercio elettronico, ma il settore dev’essere predisposto al cambiamento

L’editoria è in crisi. Non è una novità, ma è giusto ribadirlo anche in questa sede. In Italia si stampano più libri di quelli che si vendono e si vendono più libri di quelli che si leggono. Un sistema ben poco virtuoso, o economico, che di tanto in tanto “salta” obbligando una casa editrice a portare gli ultimi libri disponibili, quelli contabili, direttamente “in Tribunale”.

In Italia ci sono lettori che comprano molti volumi, il famoso zoccolo duro che dà ossigeno al settore; altre persone che non li leggono neanche se li ricevessero in regalo. Però, stando ai dati dell’Associazione Italiana Editori (AIE), presentati nel recente Salone del Libro di Torino, nei primi nove mesi del 2021 sono stati venduti 72 milioni di libri di carta, esclusi i testi scolastici: più 18% rispetto agli stessi mesi del 2019 (11 milioni in più) e più 31% rispetto al 2020 (con 17 milioni in più).

Ma il settore resta in profonda crisi e neanche gli e-book, che stanno prendendo sempre più piede tra i lettori italiani, sembrano rappresentare la cura per uscire dalla fase dell’acuzia.

Partendo da questi dati Riccardo Ruggeri, scrittore, giornalista ed editore (sua è la casa editrice Grantorino Libri), ideatore della piattaforma Zafferano.news, ma in passato Ceo di New Holland e consulente aziendale, si è confrontato con gli astigiani intervenuti sabato pomeriggio allo Spazio Kor in piazza San Giuseppe.

Ruggeri è stato invitato ad Asti dall’associazione Gli Argonauti e da Confabitare Asti in un evento organizzato in collaborazione con La nuova provincia. Dopo i saluti da parte del sindaco di Asti Maurizio Rasero la presentazione è diventata un momento di analisi, ragionata, su editoria, libri, crisi e soluzioni.

Motivo dell’incontro la presentazione del nuovo libro di Ruggeri, il primo Libroincipit che si può leggere in mezz’ora. “Editoria & Amazon – Romanzo autobiografico” è il titolo del libro che ripercorre non solo i motivi per i quali l’editoria è in crisi profonda, ma anche l’impatto che il modello Amazon ha avuto e continuerà ad avere sul settore editoriale e delle imprese.

Rendere un libro fruibile dai lettori in appena 30 minuti, sebbene possa essere, e in parte lo è, una provocazione, è anche una strategia per superare a destra lo strapotere commerciale di Amazon.

«Il libroincipit si legge in 30 minuti – ha spiegato Ruggeri – È il “tempo massimo”, lo standard intorno al quale ruota il mondo occidentale. È quello speso per andare al supermercato, per mangiare, per digerire, per fare sesso, per gli highlights, per addormentarsi, per la messa, per sposarsi, per partorire con il cesareo, per l’eutanasia statale assistita».

Il pubblico intervenuto allo spazio Kor (Foto Billi)

Così facendo l’editore viene estromesso perché al centro di tutto si muove l’autore che “affitta” una piattaforma digitale (il libroincipit è soprattutto un e-book) per scrivere, impaginare, titolare e pubblicare il suo romanzo. Via gli editor, via gli impaginatori, totale libertà d’azione per l’autore che scrive la sua storia con l’obbligo di chiuderla in 30.000 battute. Cosa ne faccia in seguito è affar suo. Può vendere il libro come meglio crede, promuoverlo, regalarlo, insomma ne dispone senza vincoli con un editore che, nel migliore dei casi, gli riconoscerebbe diritti d’autore pari all’8 – 10% del prezzo di copertina.

Libroincipit, ma non solo dal momento che lo stesso Ruggeri ha spiegato come il “libro di mezz’ora” sia una delle soluzioni per tenere in vita il mercato, ma non l’unica e non per forza adatta a tutte le pubblicazioni.

Di certo l’impennata dei costi di stampa (con la crisi pandemica il costo della carta è aumentato del 70%) non aiuterà l’editoria, senza considerare l’aspetto ben poco “green” di quei corrieri che si muovono sul territorio per portare decine di migliaia di libri nei punti vendita. La maggior parte di questi volumi cartacei resterà invenduta e dovrà essere riportata indietro nei magazzini del distributore, stoccata e poi mandata al macero. Alla faccia dei cambiamenti “eco-friendly” che Greta Thunberg continua a invocare, per adesso senza troppo successo.

Un discorso che, secondo Ruggeri, tocca anche i giornali che stando alle previsioni più ottimistiche dovranno affrontare la crisi definitiva entro 5 anni. Cambiare per sopravvivere può essere l’unica scappatoia per mantenere in vita il settore dell’editoria che non deve solo competere con Amazon e con la sua continua crescita verso un sistema di automazione sempre più futurista, ma anche con i nuovi gusti dei lettori, le aspettative di chi continuerà a leggere libri e giornali (magari pagando qualcosina per farlo) solo se gratificato dai contenuti messi a sua disposizione.

Durante l’incontro ci sono stati alcuni interventi da parte del pubblico e i saluti del presidente della Commissione Cultura del Comune di Asti, Paride Candelaresi.

«Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento» pare aver detto Charles Darwin per spiegare L’origine delle specie. Una presa di coscienza che calza a pennello con la crisi che l’editoria sta affrontando in questi anni. Una crisi, ma anche un’immensa opportunità.

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