Casa o domus? Differenze antico-moderne.
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Casa o domus? Differenze antico-moderne.

L'architettura delle case può testimoniare le differenze sociali tra le persone? Un tempo sì. C'è differenza rispetto a come oggi valutiamo, per esempio, la posizione di un appartamento,

L'architettura delle case può testimoniare le differenze sociali tra le persone? Un tempo sì. C'è differenza rispetto a come oggi valutiamo, per esempio, la posizione di un appartamento, l’altezza del piano. Se oggi vivere in un attico o comunque abitare ai "piani alti" (non a caso è diventato un modo di dire che indica la cima di un vertice sociale) è sinonimo di agiatezza e lusso, un tempo era esattamente l'opposto! Oggi, per fortuna, le persone hanno gli stessi diritti. Nell'antichità, invece, le differenze di classe venivano etichetta senza esitazione, direi senza pudore. Gli antichi romani erano divisi in patrizi e plebei e avevano gli uni diritti diversi dagli altri: di solito i patrizi erano le persone più ricche, ma con il tempo alcuni plebei diventarono addirittura più ricchi dei patrizi. Lo dimostrano le cosiddette "domus", in cui abitavano non solo patrizi, ma anche plebei. Le persone più agiate vivevano anche nei primi piani delle "insulae" (paragonabili ai nostri palazzi). Le persone più povere vivevano nei piani più alti degli antichi palazzi e, spesso, non potendo pagare l'affitto, venivano cacciati di casa. Quindi moltissime persone si ritrovavano per strada a cercare un altro luogo in cui vivere, oppure si rendevano schiavi di persone più ricche e vivevano servendoli per la vita, o almeno fino a quando non riuscivano ad ottenere lo status di liberto. Oggi, e menomale, il luogo in cui si vive non è (necessariamente) un indicatore di status sociale. Anzi (lo dimostrano varie tendenze di design, di arte e architettura moderna): c'è da notare il ritorno alla semplicità e alla sobrietà, che a volte sfiora lo stile clochard (solo in apparenza) o di ambientazioni bizzarre, dove si mescolano più stili e gusti, tradizioni etniche e suggestioni diverse. A proposito di architettura che unisce anziché separare, c’è il tema della biennale di architettura, da poco conclusasi con il 2012. Pensata sul tema Common Ground ha messo l'accento su ciò che si ha in comune, per riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica, fatta non solo di singoli talenti, ma di una ricca continuità d’idee diverse unite in una storia comune.

www.labiennale.org/it/architettura/news/24-11.html

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