Atc con bilanci in rosso dopo la bufera Santoro
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Atc con bilanci in rosso dopo la bufera Santoro

Nominati il 29 dicembre del 2014 si sono trovati a dover approvare un bilancio non loro da chiudere tre giorni dopo

Nominati il 29 dicembre del 2014 si sono trovati a dover approvare un bilancio non loro da chiudere tre giorni dopo, a dover gestire la partita “tutta nuova” dell’accorpamento delle Atc di tutto il Sud Piemonte, per quanto riguarda Asti hanno dovuto riorganizzare gli uffici dopo lo scandalo che ha coinvolto l’ex direttore Pierino Santoro e con una situazione ad Alessandria che ha visto la sospensione del direttore Riccardo Sansebastiano per anomalie nella contabilità dell’ente.

«In questo primo anno e mezzo abbiamo lavorato per raddrizzare una barca che stava andando alla deriva – afferma Paolo Boccardo che siede nel consiglio di amministrazione dell’Atc Piemonte Sud insieme all’altro astigiano Andrea Giaccone – e per aggregare tre realtà così diverse fra loro, ovvero le Atc di Cuneo, Asti e Alessandria».

Prima questione spinosa: il bilancio 2014 la cui revisione è stata affidata ad una società esterna che ha rilevato un passivo di 10 milioni e mezzo di euro per il Piemonte sud: di questi circa 2 sono imputabili all’Atc di Asti e i restanti 8,5 all’Atc di Alessandria. Virtuosa e con i conti a posto, invece, l’Atc di Cuneo.

Nel bilancio 2015, fra le voci in passivo, vi è anche una richiesta di pagamento imposte dell’Agenzia delle Entrate. Atc evasore? «In realtà si parla di circa 2 milioni chiesti dal Fisco sui mandati di pagamento fittizi che Santoro emetteva per poi intascarsi il denaro – chiarisce il direttore Alessandro Lovera – siamo in contenzioso con l’Agenzia perchè riteniamo di non doverli». Il problema di fondo è che non ci sono risorse per costruire nuove case popolari ma nemmeno per far fronte ai lavori di manutenzione e migliorie di quelle esistenti.

«Abbiamo ben presenti le criticità – dice ancora Boccardo – ma non sappiamo come affrontarle economicamente. Dove abbiamo potuto fare economie, abbiamo già risolto alcuni problemi di struttura, come a Moncalvo in alloggi che prima di essere consegnati erano già in difetto o in Strada Laverdina dove abbiamo adeguato rampe di accesso, garage per disabili e nuove cantine».

Rassicurando, d’altro canto, gli inquilini che si sono spaventati per aver ricevuto una lettera in cui sono riepilogati tutti i debiti dovuti, anche quelli per i quali hanno ottenuto accesso al fondo sociale. «I toni della lettera non erano affatto minatori – si difendono Boccardo, Giaccone e Lovera – tant’è che abbiamo ricordato la possibilità di accedere al fondo sociale allegando il fac simile della domanda in vista della scadenza. Ma l’Atc vive e si sostiene solo con i canoni e questi vanno pagati da coloro in grado di poterlo fare considerando che la Regione ha saldato il suo debito di fondo sociale riferito all’anno 2012 appena qualche giorno fa».

«Un’idea potrebbe essere quella di vendere la sede prestigiosa e ormai sovradimensionata dell’Atc nell’ex Michelerio per recuperare qualche risorsa da spendere in alloggi popolari nuovi – è la battuta fatta dall’assessore Piero Vercelli che ha aggiunto – Anche se, con questo livello di crisi profonda e persistente, solo un imponente fondo nazionale per la casa può sostenere le crescenti richieste abitative dei cittadini in difficoltà».

Daniela Peira

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