Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, il mondo del vino è in fermento tra minaccia di dazi, nuove leggi (vedi il Codice della strada): che cosa fa il Consorzio per promuovere e sostenere le denominazioni?
Il Consorzio lavora costantemente per tutelare e promuovere le nostre denominazioni, sia a livello nazionale che internazionale. Stiamo rafforzando le attività di promozione all’estero, con eventi e collaborazioni strategiche nei mercati chiave, come gli Stati Uniti, la Germania e la Scandinavia. Inoltre, monitoriamo attentamente l’evoluzione normativa per difendere gli interessi dei produttori e dialogare con le istituzioni su temi come i dazi o le nuove regolamentazioni sul consumo di alcolici. Il nostro obiettivo è coniugare la valorizzazione dei nostri vini con una cultura del bere consapevole e responsabile.
Quanto vale oggi il “mondo Barbera”?
Il mondo della Barbera oggi conta oltre 40 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, confermandosi come una delle realtà più importanti del panorama vinicolo italiano. I principali mercati di riferimento sono gli Stati Uniti e il Nord Europa, con particolare attenzione a Norvegia e Svezia, mentre mercati storici come Germania e Svizzera continuano a rappresentare una fetta importante delle esportazioni. Questo successo è il frutto del grande lavoro svolto dai produttori sulla qualità e dell’impegno del Consorzio nella promozione e nella valorizzazione del territorio.
Cresce il “fenomeno” Nizza: la strada della qualità paga sempre…
Assolutamente sì. Il Nizza DOCG è un esempio di come l’impegno sulla qualità porti risultati concreti. Grazie alla selezione rigorosa delle uve e a un disciplinare che valorizza le migliori espressioni della Barbera, il Nizza ha conquistato un posizionamento di prestigio nei mercati internazionali e un crescente riconoscimento da parte della critica enologica. Oggi rappresenta una delle espressioni più raffinate del nostro territorio e testimonia quanto sia importante investire nella valorizzazione delle singole denominazioni.
Ma si stanno affermando anche le altre denominazioni, dal Ruchè alle Terre Alfieri…
Sì, ed è un segnale molto positivo. Il Monferrato è una terra straordinaria, con una varietà di vitigni e denominazioni che stanno guadagnando sempre più attenzione. Il Ruchè di Castagnole Monferrato è passato da essere una nicchia a un vero e proprio fenomeno di mercato, grazie al suo carattere distintivo e alla sua unicità. Le Terre Alfieri, con la loro eleganza e versatilità, stanno conquistando sempre più appassionati. Il Consorzio sta lavorando per dare a tutte le denominazioni la visibilità che meritano, attraverso iniziative promozionali mirate e un forte supporto ai produttori.
Vino e turismo, il Consorzio è protagonista nella promozione con iniziative come il Barbera Festival: quali progetti per il 2025?
Per il 2025 abbiamo deciso di spostare il Barbera Festival a novembre, un periodo più consono per la Barbera d’Asti e per gli altri grandi vini rossi che rappresentiamo. Questo cambiamento ci permetterà di creare un evento più strategico, capace di valorizzare al meglio i nostri vini nel contesto stagionale ideale. L’obiettivo è dare vita a un grande palcoscenico per gli appassionati, affiancato da una sezione più riservata e di alto livello dedicata ai professionisti e ai giornalisti internazionali. Vogliamo che il Festival diventi un appuntamento imprescindibile nel panorama enologico, capace di attrarre attenzione e prestigio a livello globale.
Lavorate molto anche sul piano tecnico, ad esempio per contrastare le problematiche legate alla flavescenza: quali i risultati?
Il Consorzio è impegnato attivamente nella ricerca e nella prevenzione della flavescenza dorata, una delle principali minacce per i nostri vigneti. Grazie alla collaborazione con enti di ricerca e istituzioni, abbiamo messo in atto strategie di monitoraggio avanzato e programmi di sensibilizzazione per i produttori. I primi risultati sono incoraggianti, con un maggiore controllo della diffusione della malattia e un miglioramento nelle pratiche di gestione del vigneto. Ma la battaglia non è finita: continueremo a investire in ricerca e formazione per proteggere il nostro patrimonio vitivinicolo.