La lunga e infruttuosa epopea del nuovo palasport
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La lunga e infruttuosa epopea del nuovo palasport

Riceviamo e pubblichiamo…Come un mantra, da oltre 40 anni, periodicamente si riaffaccia ad Asti l'ipotesi della costruzione di un Palasport. Tra la fine degli anni ?60 e l'inizio dei ?70

Riceviamo e pubblichiamo…

Come un mantra, da oltre 40 anni, periodicamente si riaffaccia ad Asti l'ipotesi della costruzione di un Palasport. Tra la fine degli anni ?60 e l'inizio dei ?70 del ?900, quando il basket astigiano targato SACLA' calcava i pavimenti (non ancora parquet) della serie A, l'ex sindaco Galvagno perse l'occasione di dotare la città di un impianto che rispondesse alle esigenze di pubblico, sponsor e praticanti.
In assenza di impianto SACLA' emigrò a Torino. Oggi SACLA' sceglie di abbandonare lo sport astigiano, al quale ha dato ma dal quale ha pure avuto, e sponsorizza con il suo logo i pantaloncini della Granarolo Bologna (serie A basket). All'inizio degli anni ?90, sempre l'allora sindaco Galvagno, diede vita addirittura ad un Consorzio tra Enti per la nascita del Palasport, gli strascichi giuridico-amministrativi del "nulla di fatto" restano seppelliti, insieme allo spreco di denaro pubblico, negli archivi degli enti e della Magistratura. Le responsabilità politiche restano al solito "orfane" mentre i genitori "biologici" continuano a calcare la scena politica senza che abbiano mai dato conto di quel fallimento.
Alla fine degli anni ?90, sempre del ?900, con il sindaco Florio, arrivò la proposta più mirabolante e insieme più strampalata di un impianto da, addirittura, 10.000 posti! Il fallimento di quel progetto ha coinvolto nella paternità anche la successiva Giunta Voglino nel tentativo, dimostratosi velleitario, di riciclarlo con altre caratteristiche. Ora si legge della nuova ipotesi: anziché la palestra della piazza d'Armi, prevista dai "Contratti di Quartiere", con una risposta corretta a quella parte di città e alle sue molteplici esigenze in tema di pratiche sportive (benessere fisico, attività motorie per tutte le età, ecc.), si propone il Palasport da 2.000 posti; il doppio del Palasanquirico!
Sorgono spontanee alcune domande: è stato fatta una seria e concreta analisi dei bisogni? Si è valutata la situazione dello Sport astigiano nelle varie componenti: agonistiche, giovanili, scolastiche, amatoriali ecc.? E, soprattutto, si è considerata la situazione degli impianti esistenti ad Asti, loro infrastrutture comprese, a partire dai parcheggi a servizio? A tal proposito la situazione impiantistica di via Gerbi dovrebbe essere ben nota! Se tutto ciò è stato fatto ed avendo disponibilità economiche, non sarebbe più funzionale dare vita a due strutture di quartiere e contestualmente riammodernare, ristrutturare, potenziare l'esistente a partire, per esempio dagli impianti all'aperto la cui decadenza ci riporta al terzo mondo? E' possibile su questi temi dare voce ai cittadini, alle Società sportive, ai praticanti, ai ragazzi delle scuole? Insomma se ne può discutere o tutto calerà dall'alto?

Massimo Scognamiglio e Giovanni Pensabene

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