La mezza stagione?Ce la raccontano i Mot Low
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La mezza stagione?
Ce la raccontano i Mot Low

“ …Prendi pure l'aereoper quella terra promessache non riconosci in quello che haiperchè tu cerchi di più… ”MOT LOW – AllesteroIl danno è fatto. Anche i Mot Low, che quattr… molte

“ …Prendi pure l'aereo
per quella terra promessa
che non riconosci
in quello che hai
perchè tu cerchi di più… ”

MOT LOW – Allestero

Il danno è fatto. Anche i Mot Low, che quattr… molte persone là fuori ricorderanno come Lem Motlow, sono arrivati alla pubblicazione del primo album ufficiale. Partiti con due EP (Potevamo Farlo Più Veloce e Musicismo) che avevano fatto sperare in una carriera molto breve, i quattro astigiani Francesco Mendola (voce), Alessio Carelli (basso), Giulia Biamino (chitarra) e Daniele Bordone (batteria) hanno deciso di continuare a sfidare il buongusto dando alle stampe Il Ritorno Della Mezza Stagione. Il disco, il cui unico aspetto positivo è un teaser di lancio che sfiora il genio assoluto, è stato registrato al One Black Sock studio di Torino e ospita undici tracce cantate in italiano su sonorità di stampo garage rock, con richiami al surf e al beat.

Va beh, ho esaurito le boiate. Il sunto è che i Mot Low continueranno a distruggere la musica almeno fino al 19 gennaio (visto che l’album sarà in ascolto in anteprima gratuita sul portale Onda Rock) e forse anche oltre perché, a quanto pare, hanno avuto il coraggio di metterlo in vendita su Bandcamp e su piattaforme digitali quali Deezer, Spotify, iTunes e Google Play.

Ovviamente rinnego tutto quello che ho scritto fino ad ora in merito al gruppo. I Mot Low sono bravissimi, bellissimi e intelligentissimi. Non solo: hanno sfornato un disco che, dovesse proprio andare male male male, difficilmente verrà gettato nel dimenticatoio.
Basta, non ho più voglia di scrivere. Eccovi un’intervista, da vero professionista, alla band. Se poi non ne avete ancora abbastanza di farvi del male cliccate su facebook.com/motlows o su instagram.com/motlow o sul sito web ufficiale www.mot-low.com. Desidererete non averlo mai fatto. Here we go…

Siamo nel 2014 e siete ancora qui. Perchè?
Siamo nel 2014 ma in realtà noi siamo fermi al 2011. Sono passati tre anni da quando abbiamo provato a scrivere il primo pezzo di questo album. Non essendoci riusciti abbiamo dovuto aspettare che i nostri dipendenti ghost writer finissero di scriverli e di suonarli. Gli ultimi tre anni per noi sono stati un buon motivo per bere della birra in compagnia di noi stessi e della birra.

No, davvero: perchè?
Il vero motivo è che siamo vecchi e la voglia di uscire è poca. Quindi ci siamo chiusi in saletta con l’obiettivo di scrivere canzoni che cambieranno la storia della musica.

Spiegate, soprattutto a chi non lo sa, il motivo del nuovo nome del gruppo…
Il nome nuovo è per dare una svolta al gruppo. Abbiamo mandato via LEM e adesso abbiamo trovato nuovi stimoli. In quattro si sta decisamente meglio. Inoltre Mot Low è la traduzione maccheronica di “battuta di bassa lega”, pratica in cui eccelliamo e ci riconosciamo in quanto alfieri del cattivo gusto. Con stile.

Però ora che non vi chiamate più Lem Motlow come potrete ancora suonare la canzone Suono Nei Lem?
La eseguiremo al contrario svelando i vari messaggi satanici contenuti al suo interno. Li abbiamo presi da un servizio in una puntata di “Mistero”, trasmissione che guardiamo sempre prima delle prove .

Cosa vi ha spinto a pubblicare un full-length dopo due Ep? Non per altro, ma così rischiate di sembrare quasi un gruppo serio…
Uscendo dalla pubertà abbiamo cominciato a dare nuovi significati alle parole “velocità” e “lunghezza”. Non siamo preoccupati di guadagnare credibilità con la pubblicazione di un “completa-lunghezza” (= full length). Parentesi: utilizzare in ambito musicale parole inglesi in sostituzione di altre italiane per dare al testo un tono “professionale” potrebbe essere un sintomo di musicismo, vieni a trovarci in studio per una visita più approfondita, non trascurare i sintomi del musicismo.

A proposito: come procede la vostra battaglia contro il “musicismo”? Definite brevemente “musicismo” per quanti là fuori ancora non ne conoscessero il significato o ne fossero vittime (in)consapevoli…
Il musicismo è una patologia piuttosto diffusa tra i musicisti ma soprattutto tra coloro che credono di esserlo. I sintomi sono azioni, gesti, ritualità ormai diventati clichè che chi sale sul palco o chi discute di musica tende a riprodurre: sorridere mentre si canta, utilizzare sgabelli e avere massima stima del livello tecnico dei musicisti della PFM (giusto per citarne alcuni). Sono simboli che appartengono ad un retaggio vecchio di 30 anni. L’approccio alla musica è cambiato, è meno teatrale e più semplice. Vuoi per la crisi, vuoi perchè in fondo delle band non frega più niente a nessuno. Noi diciamo: meno sgabelli e più birra.

Chi ha partorito l’idea del teaser? Avete preso in ostaggio i protagonisti per girarlo?
La verità è che l’idea non è nostra, conosciamo uno alla RAI che ci ha passato in anteprima lo spot della nuova serie di Voyager (che guardiamo sempre prima delle prove ). Ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di prendere le immagini e doppiarle. Volevamo chiedere scusa a Roberto Giacobbo e fargli sapere, approfittando di questa intervista, che siamo suoi grandi fans!!!

Domanda seria: il vostro sound sembra essersi cristallizzato. In senso positivo. Degli inizi avete mantenuto l’urto garage-punk al quale si sono aggiunti molto mestiere ed esperienza, sia nella produzione sia nella scrittura. Cos'è cambiato, a parte la passione per Toto Cutugno?
Beh Merola (Francesco Mendola, cantante del gruppo – ndr) ha imparato a scrivere frasi di senso compiuto. E questo ci ha aiutati parecchio. A parte gli scherzi, non so cosa sia cambiato veramente, in generale ci abbiamo messo la testa e tanto impegno e speriamo di aver fatto un bel lavoro.  L’avvicinamento a Cutugno è stato fondamentale, ammettiamo di avergli rubato un paio di soluzioni armoniche riconoscibili in alcuni pezzi solo da un orecchio esperto.

Conseguenza della precedente: ora avete alle spalle una struttura promozionale consolidata. Suonerete molto in giro? Avete in programma tour radiofonici o simili?
Siamo in trattative con il manager dell’amico Toto per un tour in Russia. A parte questo stiamo prendendo un po’ di date da qui all’estate ma la nostra filosofia è privilegiare la qualità piuttosto che la numerosità. Poi durante le prove allestiremo la saletta sempre in modi diversi per simulare un tour mondiale. Da questa settimana il nostro album è in anteprima di Ondarock e siamo contentissimi. Cercheremo di promuoverlo soprattutto sul web e sui social che riteniamo essere il mezzo di diffusione principale per i gruppi come il nostro.

Cosa vi spinge a fare quello che fate? Perchè, secondo me, alla fine dei giochi, il velo di “anticonformismo” dietro al quale vi nascondete cela un desiderio inconfessato di scardinare le classifiche di Mtv…
Il motivo primario è sicuramente bere gratis, solo che quando i locali scoprono che è molto più costoso darci da bere che pagarci  tendono a volerci pagare. Ovviamente piacerebbe a tutti far soldi e avere notorietà e noi non ne siamo esenti. Quel che ci attira sopra ogni cosa della notorietà è avere un pubblico vastissimo che si beve (per rimanere in tema) tutte le boiate che diciamo.

Come e in che modo vi ha cambiato la vita la scoperta del bosone di Higgs?
Siamo, già da parecchi anni, tutti Pastafariani ferventi e questa storia della particella di Dio non ci convince molto, anzi ci sembra un affronto. Tutti sanno che il mondo e gli uomini sono stati creati dal Mostro Spaghetti Volante con la sua spaghettosa appendice.

E ora, per concludere in bellezza, fateci capire quali sono i vostri prossimi obiettivi, reali o fittizi che siano…
Innanzi tutto divertirci e far ascoltare il nostro album; poi diventare una band underground conosciuta almeno in Piemonte. Suonare per qualche anno in giro e poi abbandonare tutto per passare finalmente alle nostre vere passioni: Merola il tiro al piattello, Giulia (Giulia Biamino, chitarra – ndr) la musica techno, Kiff (Daniele Bordone, batteria – ndr) la ristorazione e Alessio (Alessio Carelli, basso – ndr) i videogiochi soft porno.

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