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Le spose bambine, una cultura ancora tribale
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Le spose bambine, una cultura ancora tribale

Il 25 novembre 2016 per celebrare la Giornata contro la Violenza sulle Donne la Consulta regionale delle elette ha proposto il film “La sposa bambina” di Al-Salami per gli studenti delle scuole superiori piemontesi

Il 25 novembre 2016 per celebrare la Giornata contro la Violenza sulle Donne la Consulta regionale delle elette ha proposto il film “La sposa bambina” di Al-Salami per gli studenti delle scuole superiori piemontesi. Malgrado la ritardata proiezione nelle città colpite dalla piena del fiume, ad Asti la proiezione è avvenuta come prestabilito.

Non ho intenzione di concentrarmi sulla trama, poiché o la conoscete già, oppure consiglio vivamente la visione del film, piuttosto che sull’ascolto di una sua poco accurata descrizione. Ciò che più mi ha impressionata, oltre alla trama già di per sé molto impressionante, è stata una così forte denuncia di un mondo maschilista e arcaico da parte di una regista yemenita, che descrive quel che succede nelle tribù di Yemen.

Con nostro grande sollievo (stemprato in parte da tutte le sventure che la bambina protagonista è costretta ad affrontare) la storia consegue il suo lieto fine che, seppur ad alcuni potrebbe sembrare un’idilliaca stereotipizzazione, ci dà speranza sul compimento della giustizia nei confronti di uomini che ritengono le donne dei beni cedibili al miglior offerente.

Una realtà così estranea al nostro modo di pensare può sembrare lontana anni luce da quello che il nostro paese rappresenta: uomini romantici (sicuro), donne indipendenti (se ne può discutere), opportunità di lavoro e per il futuro (eh… beh…), arte e monumenti che fanno risplendere la nazione (seh, come… no, questa è vera).

Bisogna però rendersi contoche quella realtà cosi lontana è molto più vicina di quel che pensiamo. Ogni anno nel mondo si stimano 13 milioni di minorenni costrette a matrimoni forzati e l’Italia non si esime dal dare la sua quota, con le sue 2mila e più all’anno.

noltre molte di queste bambine, nate in Italia, sono abituate ai modelli occidentali e non comprendono come la tradizione abbia condizionato la mente della famiglia.

Pertanto rischiano di peccare di “occidentalizzazione”, che porta le famiglie a combinare matrimoni per controbilanciare la ribellione al loro sistema culturale. Le bambine date in sposa scompaiono improvvisamente dalla vita sociale, vengono portate dal marito e le famiglie inventano scuse come “viaggi culturali” o “visite a parenti malati”.

Quando si comincia a notare che qualcosa non va, ormai le bambine sono molto lontane e difficilissime da rintracciare.

Se invece la bambina riesce a evadere da questo circolo di violenza e ad ottenere il divorzio, rischia di essere uccisa dalla propria famiglia.

Federica Giaccone

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