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«L’indagine di Foodinsider è un modello cui Asti deve puntare»

La Commissione cittadina interviene in merito alla classifica sulla qualità delle mense scolastiche pubblicata recentemente dall’associazione

La commissione cittadina mensa – formata da rappresentanti di genitori e famiglie dei circoli didattici cittadini – interviene in merito alla classifica sulla qualità delle mense scolastiche pubblicata recentemente dall’associazione Foodinsider. Osservatorio nato nel 2015 per monitorare l’equilibrio delle diete proposte a scuola, l’associazione ha presentato una classifica che vede Asti penultima, ovvero 53esima su 54 Comuni analizzati (https://lanuovaprovincia.it/attualita/qualita-delle-mense-scolastiche-asti-penultima-nella-classifica-foodinsider/).
«L’osservatorio di Foodinsider – affermano i componenti – rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per promuovere una mensa buona, sana e sostenibile. Per questo motivo abbiamo letto con profondo rammarico il commento dell’Amministrazione comunale. Secondo il Comune, infatti, l’indagine si basa su prescrizioni di una Asl diversa da quella astigiana e attribuisce molta importanza ad alcuni parametri che nella realtà astigiana non sono contemplati. Inoltre ha affermato che, siccome sono presi in considerazione i dati di 54 Comuni su 8mila, l’intenzione è non partecipare più».
«Il fatto è – sottolineano – che la partecipazione al rating non è richiesta dalle singole Amministrazioni e, quindi, non è prevista la possibilità che si possa decidere se partecipare o no. Spesso sono i genitori stessi a mettere alla prova il menu delle proprie città e a sottoporre al Comitato tecnico scientifico di Foodinsider dubbi e consigli».

Il menu a punti

«Il menu a punti, su cui si basa la classifica – continuano – è uno strumento di analisi che non indaga le ricette, le preparazioni e il livello di gradimento da parte dei bambini (su cui docenti e genitori di Asti hanno dimostrato di avere tanto da dire), ma semplicemente l’equilibrio del pasto nell’arco del mese, la qualità delle materie prime utilizzate, la trasparenza delle tabelle dei menu che sono pubblicati all’interno dei siti dei Comuni e il ruolo delle commissioni mensa che sono, spesso, una leva importante per incidere nella qualità dei cibi proposti. I menu sono stati valutati secondo questi indicatori, semplici e trasparenti. I parametri contemplati, dunque, sono perfettamente in linea con quanto un menu sano ed equilibrato dovrebbe prevedere».
Oltre che riguardare il menu (premiando alimenti e materie prime di qualità), da sottolineare che tra i parametri sono presenti la varietà dei menu durante l’anno, il ruolo delle Commissioni mensa, la tipologia e il numero dei centri cottura, la tipologia di stoviglie usate.
La commissione ricorda quindi di aver lavorato molto per evidenziare le criticità riscontrate dalle famiglie e proporre soluzioni. In particolare quest’anno, tanto che ha avviato un percorso di confronto con l’Amministrazione comunale per risolvere alcune problematiche e avviare nuove iniziative.

I questionari di gradimento

In questi giorni sta attendendo, per esempio, la ratifica dell’Amministrazione comunale per quanto riguarda i risultati dei questionari di gradimento proposti a genitori e docenti lo scorso mese di maggio.
«Si tratta di un primo risultato importante – affermano – che speriamo l’Amministrazione prenda in seria considerazione».

I progetti futuri

«Parimenti – continuano – auspichiamo che proceda a passo spedito anche il progetto di formazione condiviso con l’Unità Operativa Mense del Comune.
E ancora, attendiamo di riuscire a collaborare anche per la stesura del nuovo menu, proprio alla luce dell’analisi delle proposte dei Comuni più virtuosi della classifica (Fano, Cremona, Parma, Jesi…) che si distinguono per la biodiversità dei piatti, l’equilibrio della dieta, la capacità di elaborare ricette e la qualità delle materie prime. Il Capitolato che regola l’appalto di ristorazione scolastica astigiana, in vigore fino al 2024, presenta delle indicazioni molto rigorose, ma speriamo che si riescano ad introdurre piccole modifiche e, in ogni caso, che si riesca a garantire la varietà prevista».
«Aspettiamo inoltre – concludono – di sapere quali modifiche ci saranno, per il prossimo anno scolastico, al servizio mensa nelle varie scuole e quali saranno le novità (se ci saranno) introdotte dalla ditta subentrante. I genitori, rappresentati dalle Commissioni mensa, da soli non bastano per migliorare un servizio che da anni riporta più o meno le stesse problematiche. Speriamo che il dialogo avviato con l’Amministarzione non si interrompa e che si sappia guardare alle criticità con il solo desiderio di risolverle».

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