113 incidenti ad Asti a causa dei caprioli
Attualità

113 incidenti ad Asti a causa dei caprioli

I dati presentati durante la giornata di studio sugli incedenti causati dalla fauna selvatica. La maggiore frequenza? Il venerdì e sabato sera

Il fenomeno è diffuso nell’Astigiano: sono frequenti gli incidenti stradali causati dall’investimento di animali selvatici, in particolare caprioli e cinghiali. Se n’è parlato venerdì scorso in una giornata di studio proposta al Polo universitario Asti Studi Superiori dalla Provincia e dalla Scuola di Biodiversità di Villa Paolina. L’incontro, “Cinghiali, caprioli e sicurezza stradale”, ha fornito i numeri della situazione nel nostro territorio e offerto esempi del lavoro che si sta facendo in un’ottica di prevenzione degli incidenti.

È nel periodo primaverile che avvengono la maggior parte degli scontri con i caprioli; nell’autunno quelli con i cinghiali; il venerdì e sabato, per quanto riguarda i giorni della settimana; mentre il picco, relativamente all’arco della giornata, si registra intorno alle 21. Sono alcuni dei dati illustrati da Nicola Putzu, dell’Università del Piemonte Orientale, nel suo intervento sulla distribuzione temporale e spaziale degli incidenti stradali con il coinvolgimento di caprioli e cinghiali in provincia di Asti.

Quello del Comune di Asti il territorio con più incidenza di casi registrati (113), seguito dalle zone di Nizza Monferrato e Castagnole Monferrato. Ma tra le aree in cui frequentemente può accadere che un cinghiale o un capriolo attraversino d’improvviso la strada ci sono la direttrice che da Isola porta verso Montegrosso, l’Opessina e Nizza e la stessa tangenziale di Asti. Proprio di pochi giorni fa la notizia dell’investimento di un capriolo, nel quale l’animale era deceduto, lungo la tangenziale, nel tratto della Boana, poco prima dell’uscita per corso Savona.

Putzu ha fatto riferimento anche al progetto “SPIA” (Segnalazione pericolo investimento animali): un “alert” che avvisi gli automobilisti dell’avvicinarsi di animali selvatici alla sede stradale. Da Davide Bonetto, del Servizio venatorio provinciale, l’esperienza della Provincia di Cuneo in tema di prevenzione e mitigazione. Si è parlato della questione indennizzi e dell’apposito fondo che era stato istituito e molto diminuito a partire dal 2011. Ma anche dei sistemi di prevenzione adottati in zone del Cuneese: ad esempio i catarifrangenti, le sostanze repellenti, poi i segnali luminosi attraverso apposita cartellonistica, ma anche l’informazione.

Un punto però è risultato centrale sul fronte di come prevenire e soprattutto limitare i danni dovuti all’impatto con un cinghiale o un capriolo: quello della riduzione della velocità in corrispondenza delle zone in cui tali animali, molto abitudinari, sono soliti attraversare le strade e spesso segnalate da appositi cartelli, come ha evidenziato anche il professor Giuseppe Meneguz, docente dell’Università di Torino, che ha moderato il convegno.

Interventi anche di Marco Martino dell’Assessorato agricoltura della Regione Piemonte, dell’avvocato Oscar Altavilla del Foro di Vercelli e di Simone Ricci, della Regione Umbria, che ha presentato il progetto LIFE Strade finanziato dall’Unione Europea che vede coinvolte Umbria, Marche e Toscana. Si sta attuando il monitoraggio di 200 chilometri di strade, per le quali sono stati adottati sistemi di prevenzione quali i sensori che rilevano la presenza di animali e inviano un segnale ad un centralina che consente l’attivazione di indicazioni alle auto in transito: nel caso però i veicoli non rallentino, viene attivato un segnale acustico che allontana l’animale.

Impianti da 13 mila euro, che coprono anche eventuale furto e danneggiamento: un sistema dalle grandi potenzialità. Anche le trappole fotografiche rappresentano sistemi di prevenzione che salvano gli animali da investimenti ed evitano danni agli automobilisti. Obiettivo del progetto è anche la creazione di carte di rischio attraverso la geolocalizzazione.

Durante la giornata è inoltre stato sottoscritto dai rappresentanti di Regione, Provincia, Città di Torino, Ambiti territoriali di caccia TO5 “Collina Torinese” e AT1 “Nord Tanaro” un protocollo d’intesa per l’effettuazione coordinata di interventi di contenimento dei cinghiali nei territori dei Comuni al confine tra le province.

Marta Martiner Testa

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo