1994: un anno “nero” per la cronaca locale
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1994: un anno “nero” per la cronaca locale

Ricordo ancora bene il 1994, l’anno dell’alluvione che ha interessato tutto il Sud Piemonte ed Asti in particolare. Per l’Astigiano sono stati 12 mesi difficili con abbondanti avvenimenti di

Ricordo ancora bene il 1994, l’anno dell’alluvione che ha interessato tutto il Sud Piemonte ed Asti in particolare. Per l’Astigiano sono stati 12 mesi difficili con abbondanti avvenimenti di cronaca nera e giudiziaria. Eravamo in piena tangentopoli governata dai procuratori Francesco Saluzzo e David Monti. L’alluvione per me è iniziata nella notte del 4 novembre quando Gabriele Vercelli che abita nel Villaggio San Fedele mi ha svegliato per dirmi che a casa sua l’acqua stava per raggiungere la camera da letto. Con voce concitata mi ha detto: «Tu che sei amico dei vigili del fuoco mandali da noi…» Non nella notte, ma nei giorni successivi tanti amici sono andati a sgomberare fango al piano terra della casa abitata dai fratelli Gabriele e Mario Vercelli. Un amico in particolare ricordo: Giglio Arri, padre di Davide l’attuale vice sindaco.

Per la sua struttura fisica era in grado di rimuovere più fango di tutti. In pochi giorni la taverna è stata ripristinata in grado di accogliere gli amici del “Sette Bello”. Per i giornalisti il mese novembre ha richiesto molto lavoro. Per due settimane l’ANSA ed il Corriere della Sera hanno voluto almeno 20 righe al giorno. Polizia e carabinieri sono intervenuti nelle zone disastrate in particolare di corso Savona con l’arresto di quattro sciacalli. Il 1994 oltre alla disastrosa alluvione lo ricordo per i morti per overdose di eroina: quattro sono i giovani deceduti nell’anno a causa della droga. Tra gli avvenimenti di nera: l’arresto in città del bandito Graziano Mesina per traffico di droga ed armi. Anche un delitto a Quarto: un figlio uccide la madre. Pagine e pagine si sono scritte sulla discarica comunale di Valle Manina con il coinvolgimento e gli arresti dei personaggi al vertici della pubblica amministrazione.

Il palazzo di giustizia era presidiato giorno e notte dai cronisti. Per tante notti la finestra del procuratore capo Francesco Saluzzo rimase illuminata fino alle ore piccole. Anno nero anche perchè il 21 maggio, a soli 51 anni moriva Gianni Goria l’astigiano primo ministro il più giovane della Repubblica Italiana. Di Goria ho tanti ricordi. Voglio ricordarne uno in particolare: durante una campagna elettorale Carlo Cerrato allora collaboratore del settimanale democristiano “Astisabato” (direttore responsabile Luigi Garrone) su suggerimento di Guglielmo Bersano allora sindaco intitolava: “I comunisti “rubano” 100 milioni alla “SIS – Cavallino Rosso” per finanziare la campagna elettorale. La querela era inevitabile. A salvarmi dalla condanna è stato appunto Gianni Goria. Pochi giorni dopo in un volantino elettorale per la candidatura di Claudio Caron a consigliere comunale per il PCI si attaccava il parlamentare astigiano dicendolo indagato per falso in bilancio nel contesto di un’inchiesta sulla Cassa di Risparmio di Asti.

La conclusione a firma dell’avvocato Giangiacomo Dapino per Garrone e dell’avvocato Aldo Mirate per Caron si è avuta perchè le parti hanno ritirato le rispettive querele. Sono stati momenti di tensione. Oggi è solo un ricordo e tra Garrone e Caron c’è quasi amicizia. Nei giorni scorsi l’ho incontrato in via Brofferio. Armato di calce e cazzuola aiutato da un altro compagno stava intonacando la “Casa del Popolo”. Ci siamo salutati e gli ho regalato il mio libro: “Dal Fuorisacco alla WebTV”. « Lo leggerò – mi ha risposto – e… se parli male di me ti querelo. Ciao». “Caron dimonio, con occhi di bragia che batte con il remo qualunque s’ adagia..” ( Dante – inferno 111-109-111).

Luigi Garrone
Corrispondente ANSA da Asti

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