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A Nizza stretta sull’abbandono abusivo di spazzatura

La dotazione di “fototrappole”, le telecamere mobili che permettono al Comando di Polizia Municipale di monitorare con maggiore attenzione le aree di abbandono abusivo dei rifiuti, comincia a dare i primi risultati in termini di dissuasione

A Nizza è guerra contro l’abbandono della spazzatura

La dotazione di “fototrappole”, le telecamere mobili che permettono al Comando di Polizia Municipale di monitorare con maggiore attenzione le aree di abbandono abusivo dei rifiuti, comincia a dare i primi risultati in termini di dissuasione da questo comportamento negativo sia in termini di danneggiamento del paesaggio, che della salute di chi ci vive. Lo segnala l’assessore delegato all’ambiente Valeria Verri: «Possiamo dire che, dopo circa 4 mesi, le fototrappole sono state efficaci».

In 4 mesi una cinquantina di sanzioni

Nel periodo interessato sono state una cinquantina le sanzioni per i colpevoli di scarico abusivo. Si segnala come per legge venga segnalata delle telecamere. Quale il ritratto, statistico, dei trasgressori ambientali? «Sono tutti italiani, residenti a Nizza o nei paesi limitrofi, di età che variano tra i 40 e i 60 anni». La procedura prevedeva la “cattura” del comportamento illecito da parte degli occhi elettronici, con la successiva convocazione al Comando per la sanzione. Come già scritto su queste pagine, le aree di abbandono più diffuse sono le stesse isole ecologiche – là dove ora si trovano principalmente le campane per il vetro – oppure fossi e zone un po’ nascoste delle strade di campagna. Per questa ragione è stata indispensabile la natura “mobile” delle telecamere stesse. Quale il comportamento più diffuso?

Colti sul fatto

Racconta l’Assessore: «In alcuni casi è stato colto sul fatto un letterale lancio del sacchetto di rifiuti dal finestrino. I colpevoli sono stati in seguito individuati tramite la targa dell’automobile». La dissuasione comincia a produrre risultati? «Abbiamo riscontrato che, in alcune delle aree più soggette all’abbandono, la pratica si è interrotta grazie alle telecamere». Quello che succede è che, a volte, gli incivili cambiano l’area di scarico. Ma la sensibilizzazione, insieme alle multe, può dare buoni risultati sul lungo termine.

Le fototrappole hanno funzionato

Le fototrappole, aggiunge Valeria Verri, hanno avuto un ulteriore utilizzo: «Osservando i filmati è stato possibile individuare, inoltre, chi conferisce in modo scorretto. Per esempio chi mette la borsa di plastica, insieme al contenuto in vetro, nelle campane per il vetro. Oppure persone che semplicemente sbagliavano nel dividere carta dalla plastica». In questi ultimi casi, proprio perché la comprensione del problema è importante, dal Comune non partono multe, bensì avvisi bonari. Invece, per quanto riguarda i recidivi dell’abbandono indiscriminato, si tratta di comportamenti difficili da estirpare.

Le persone sottovalutano il problema che causano

Commenta il primo cittadino Simone Nosenzo: «Emerge come le persone sottovalutino il problema che causano. Si comportano come se, semplicemente, non sapessero che la raccolta differenziata è obbligatoria. In questi termini il processo di cambiamento di mentalità è difficile e richiede tempo». Ma ha anche un risvolto positivo, quello rimarcato nelle iniziative didattiche a partire dalle scuole, in cui è coinvolta direttamente l’assessore Valeria Verri: «Le raccolte extra di rifiuti abbandonati pesano su tutta la comunità. Mentre differenziare correttamente può significare, per le casse comunali, avere risorse per una migliore pulizia delle strade».

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