Scuola estiva
Attualità
Istruzione dell’obbligo

A scuola anche d’estate tra laboratori, cineforum e murales

Da quest’anno il Piano finanziato dal Ministero dell’Istruzione mirato a recuperare la socialità e a rafforzare gli apprendimenti

A scuola anche d’estate per consentire agli studenti di recuperare la socialità e rafforzare gli apprendimenti.
Da quest’anno, in tutta la fascia di istruzione dell’obbligo, le scuole erano chiamate a proporre attività di vario tipo, gratuite, caratterizzate dall’adesione facoltativa sia degli studenti sia dei professori. Il tutto grazie a tre linee di finanziamenti predisposte dal Ministero, che ha messo ha punto un Piano Estate 2021 da 510 milioni di euro.
Al centro un tema presente nel dibattito nazionale da alcuni anni, sostenuto da chi è convinto che la scuola, considerati i ritmi e le abitudini della società attuale, non possa più rimanere chiusa per tre mesi d’estate, ma offrire servizi a studenti e famiglie anche dopo la fine delle lezioni, quando solitamente si è obbligati ad affidarsi a servizi privati.
Fatta questa premessa, il piano è stato, nello specifico, mosso dalla necessità di recupero – a livello di apprendimento e socialità – dopo il lungo periodo di didattica a distanza (soprattutto dalla seconda media alla quinta superiore), svoltasi nei periodi più acuti della pandemia.
Nelle intenzioni del Governo, quindi, via libera a laboratori per il potenziamento delle competenze, attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale. Il tutto in tre fasi: giugno, luglio/agosto e settembre, periodo che avrà il compito anche di accompagnare gli studenti verso il nuovo anno scolastico.

Le risorse

Il pacchetto di risorse disponibili per le scuole ammonta in Italia a 510 milioni: 150 milioni provengono dal Decreto sostegni, altri 320 milioni dal PON per la scuola (risorse europee), 40 milioni dai finanziamenti volti al contrasto delle povertà educative (DM 48).
I 150 milioni del Decreto Legge Sostegni sono stati distribuiti attraverso un decreto del Ministero sulla base del numero di alunni, per una media di circa 18mila euro a scuola da utilizzare solo nel periodo estivo. I fondi non utilizzati dovranno essere restituiti.
I fondi Pon, utilizzabili soprattutto nelle aree con maggiori disuguaglianze economiche e sociali, potranno invece essere spesi fino al termine dell’anno scolastico 2021/2022, nella logica di un piano di trasformazione che partirà dall’estate e proseguirà durante il prossimo anno scolastico.
In questo caso, come per i fondi legati al contrasto della povertà educativa, le scuole potevano ottenere risorse solo sulla base dei progetti presentati (e accolti).

Le difficoltà

Tuttavia il piano si è talvolta scontrato con alcune difficoltà a livello pratico, soprattutto a causa delle tempistiche ristrette imposte alle scuole per organizzare le attività e dei ritardi, in alcuni casi, di ricezione delle risorse da Roma. Altre volte la notizia è passata un po’ “in sordina”, pubblicata solo sul sito della scuola, senza avvisi dedicati alle famiglie.
«Questo meccanismo, che prevede tre canali di finanziamento – commenta Franco Calcagno, dirigente dell’istituto tecnico industriale Artom – è partito tardi. A fine maggio abbiamo ricevuto le risorse, stabilite in base al numero degli alunni, inviate dal Ministero per pagare chi tiene i corsi (docenti interni o esperti esterni), comprare strumenti e pagare servizi. Al contempo, però, abbiamo anche partecipato ai bandi per vederci finanziati specifici progetti. Ebbene, in questo caso abbiamo ottenuto l’assegnazione dei fondi ma non l’autorizzazione a spenderli. Allora, siccome temevano, comunicando il programma delle attività troppo a ridosso della fine dell’anno scolastico, di avere pochi iscritti, abbiamo deciso di rinviarle a settembre. Rischiavamo, infatti, di perdere le risorse per mancato raggiungimento del numero minimo di frequentanti. Facendo un rapido sondaggio informale, infatti, abbiamo visto che la maggioranza dei ragazzi si era già organizzata per l’estate. Allora, considerando che le risorse sono (in parte) spendibili fino a tutto il prossimo anno scolastico, abbiamo deciso di avviare, dallo scorso 5 luglio, solo i tradizionali corsi di recupero. Per tutte le altre attività (ludiche, sportive, culturali, di approfondimento) cominceremo a settembre».
«Ad inaugurare il programma – annuncia – sarà la seconda edizione del concerto di inizio anno scolastico che, a differenza dello scorso settembre, vedrà sul palco anche ragazzi di altre scuole superiori astigiane esibirsi in varie arti performative, dalla musica alla danza».

Le proposte

Come accennato, il Piano Estate riguarda anche gli altri ordini di scuola dell’obbligo. Al primo circolo didattico, ad esempio, sono state organizzate attività di potenziamento e motorie, in programma a giugno e settembre. Alla media Brofferio – Martiri della Libertà, invece, sono in corso fino al 23 luglio alcuni laboratori: scacchi e fumetto. Inoltre sono previste visite a Palazzo Mazzetti con laboratorio artistico al Polo didattico della Fondazione Asti Musei.

L’esperienza dell’istituto Alfieri

Sono cominciate questo mese le attività estive all’istituto superiore “Vittorio Alfieri”, che comprende liceo classico Vittorio Alfieri, istituto Quintino Sella e liceo artistico Benedetto Alfieri.
La scuola, infatti, ha messo a punto una serie di progetti nell’ambito del Piano Estate 2021. Al centro 18 attività laboratoriali che coinvolgono circa 200 studenti (su mille) delle tre scuole che, su base volontaria, hanno deciso di trascorrere qualche settimana a scuola per potenziare non solo competenze disciplinari, ma anche e soprattutto relazionali, tra approfondimenti, incontri e scoperte di realtà esterne, sviluppo della creatività artistica, occasioni per fare nuove amicizie.
Varie le iniziative laboratoriali messe in campo dai docenti. Tra queste il restauro delle sculture di gesso di cui dispone il liceo artistico, la recitazione teatrale e quella cinematografica, il laboratorio filosofico, il corso di lingua e cultura giapponese, il cineforum in collaborazione con l’istituto Castigliano (ospitato nell’aula magna dell’Alfieri, tenuto da esperti esterni e introdotto da due lezioni di cinematografia a cura del regista Beppe Varlotta), il corso di fotografia, le lezioni di pianoforte e il laboratorio di composizione musicale. E ancora l’art and talk (incontri di confronto e dibattito), la caccia al tesoro digitale, la web reputation e iniziative aperte all’esterno. Tra queste “Adotta un parco” (ripristino e abbellimento artistico del Boschetto dei Partigiani, in collaborazione con l’istituto Castigliano) e “Diamo colore ai nostri muri” (con la realizzazione di murales in città e in alcuni paesi della provincia, su richiesta dei sindaci interessati).
«La risposta degli studenti – commenta la dirigente, Stella Perrone – è stata ottima, nonostante il breve preavviso. Infatti le tempistiche del Piano ci hanno obbligati a predisporre le proposte solo da metà maggio. Fortunatamente, grazie all’apporto di tutti, si è potuto mettere a punto un programma che, caratterizzato da attività non strettamente curriculari, è stato molto ben accolto dai ragazzi. Tanto che ho dovuto riaprire le iscrizioni per accogliere il numero massimo di richieste, nel rispetto della normativa anti Covid».
Tutti i laboratori – tenuti da circa 30 docenti interni e da alcuni esperti esterni – sono gratuiti, in quanto finanziati dallo Stato. «Come istituto – continua Perrone – abbiamo ricevuto circa 22mila euro direttamente dal Ministero, sulla base del numero di alunni; poi abbiamo chiesto (e ottenuto) 30mila euro per la linea progetti Pon e 20mila relativamente al DM 48. In questi due ultimi due casi abbiamo presentato progetti che sono stati accolti e abbiamo avuto la fortuna, a differenza di altre scuole, di ricevere subito i fondi. I fondi della prima e terza linea di finanziamenti devono essere utilizzati per le attività estive (nel caso del DM perché non è chiaro se potranno essere usati in futuro), quelli della seconda anche durante il prossimo anno scolastico».
I fondi serviranno a pagare materiali, attrezzature e chi terrà i corsi: i circa 30 docenti della scuola che hanno aderito volontariamente al Piano (su un totale di 130) «che, come prevede il contratto, saranno pagati a parte rispetto allo stipendio di luglio e agosto. E gli esperti che hanno partecipato al bando», precisa la dirigente.
«Sono soddisfatta – conclude – in quanto il Piano estate ha richiesto un grosso sforzo in poco tempo, ma ritengo offra una stimolante offerta che i ragazzi hanno accolto con entusiasmo».

L’attività all’istituto Castigliano

È cominciato il 21 giugno, per proseguire fino al 10 settembre, il Piano Estate dell’istituto Castigliano. In programma passeggiate alla scoperta del territorio, educazione alla cittadinanza, sport, laboratori e recupero delle discipline di studio.
«L’obiettivo – spiegano dalla scuola – è restituire agli studenti quello che più è mancato nel periodo Covid: lo studio di gruppo, il lavoro insieme, le uscite sul territorio, l’educazione fisica e lo sport. Il progetto si articola in varie fasi. Ad esempio, la conoscenza del territorio prevede che allievi di diverse classi partecipino a quattro passeggiate alla scoperta della città, focalizzando l’attenzione su storia, arte, studio dei flussi migratori, per poi realizzare una guida interattiva da porre a disposizione del Comune.
Altro progetto, nell’ambito dell’Educazione alla cittadinanza, prevede l’adozione di un parco pubblico (Bosco dei Partigiani) e il suo monitoraggio sotto la guida di esperti. Il coinvolgimento dello sport avverrà invece attraverso la realizzazione di un laboratorio interclasse che permetterà agli studenti di diverse età di confrontarsi, imparare e scrivere insieme le regole del gioco.
Non mancano poi le attività di cineforum, oltre al recupero e al rinforzo di materie di studio in collaborazione il Doposcuola Peter Pan. Infine, da settembre, i laboratori legati agli indirizzi attivi nella scuola. Innanzitutto al corso Moda, che propone la realizzazione di cappelli, turbanti, bandane per chi affronta il percorso della chemioterapia in collaborazione con un’associazione di volontariato nell’ambito delle cure palliative. Quindi il Faber Lab, insieme ad associazioni di volontariato e aperto anche agli allievi di altre scuole, per realizzare oggetti vari sotto la supervisione degli allievi del Castigliano.
«Le attività in totale sono 9 – commenta Salvatore Marmorato, docente della scuola – e coinvolgono circa 50 iscritti, anche se poi non tutti frequentano le attività in cui si sono segnati, tenute dai 10 insegnanti interni e da esperti esterni».
Da sottolineare che gli studenti con disabilità possono avvicinarsi alle varie attività seguiti da personale qualificato.

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