nuovo l2 vicino al borgo
Attualità
Il caso

Ad Asti accelera l’iter burocratico per un nuovo maxi centro commerciale

Fa discutere la scelta dell’amministrazione Rasero di voler autorizzare un insediamento L2 in via Maggiora, di fronte al Borgo, dove avrebbero dovuto costruire il Palazzetto

Ad oltre due anni dalle ultime indiscrezioni si torna a parlare della possibile creazione di una nuova grande superficie commerciale di vendita, un L2 da 45.000 mq, che in futuro potrebbe sorgere in via Maggiora, nella zona dove avrebbero dovuto costruire il nuovo Palazzetto. Il terreno è rimasto vuoto con destinazione d’uso a servizi, ma l’eventuale riconversione della destinazione servirebbe a portare, dopo la vendita dell’area da parte del Comune, tra 4 e 5 milioni di euro (base d’asta) nelle casse dell’Ente. Questa la stima fatta nel 2020 quando già circolava l’ipotesi che sul terreno si potessero autorizzare circa 12.000 mq destinati alla vendita, parcheggi, sottoservizi, etc.

La variazione urbanistica aveva già iniziato il suo iter in Regione nel 2020 e oggi è arrivata alla conclusione, ma sarà il Consiglio comunale a doverla sancire con un voto che potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Il vicino Borgo non avrebbe, però, alcun tipo di prelazione nel caso volesse accaparrarsi il terreno per “raddoppiare” il centro commerciale già esistente. Ci sarà un bando e il miglior offerente si aggiudicherà i terreni. Come da programma, il caso è già diventato oggetto di un dibattito politico. Il consigliere comunale dei Verdi Gianfranco Miroglio ha aperto una discussione sull’opportunità di autorizzare questa operazione e per questo ha depositato un’interpellanza al sindaco Rasero.

I terreni che avrebbero dovuto ospitare il nuovo Palazzetto sono quelli di via Maggiora oltre l’autostrada A21 che li separa dal Borgo. Miroglio ha interpellato il sindaco per sapere se non ritenga l’ipotesi/progetto «l’ennesima iniziativa destinata a incentivare consumo del suolo, dato in crescita anche nell’Astigiano, in origine destinato quantomeno a finalità (sociali/di servizi/ambientali) utili; se non si ritenga la zona già sufficientemente oberata da insediamenti umanamente “amorfi”, capaci forse di incrementare un certo tipo di commercio, ma anche di incidere negativamente sulla qualità delle relazioni e del tessuto sociale in zona già problematica; se non si prefiguri un ulteriore impoverimento del tessuto commerciale locale, già in forte sofferenza e se non si giudichi l’iniziativa controproducente e inutile commercialmente dato che le superfici di media e grande distribuzione sono già ampiamente sufficienti».

Le associazioni di categoria non hanno ancora preso posizione anche se è nota la loro contrarierà a ogni nuova ipotesi di ulteriori grandi superfici commerciali di vendita.

L’assessore all’Urbanistica: «La pratica ha già concluso l’iter in Regione, poi passerà il Giunta e in Consiglio»

«La pratica, che risale al 2020, c’è e ha da poco concluso il suo iter regionale. Stiamo predisponendo gli atti per il passaggio in Giunta e poi in Consiglio comunale nel quale dovrà essere approvata la variazione di destinazione d’uso al Piano regolatore». Così l’assessore all’Urbanistica Monica Amasio conferma le voci, sollevate dal consigliere Miroglio, sul progetto di conversione della destinazione d’uso dei terreni “ex Palazzetto”. «Terreni acquistati dal Comune per farci l’impianto sportivo che non è mai stato realizzato – continua – e che saranno messi in vendita a un prezzo base d’asta di 5 milioni di euro».

Amasio non commenta, però, sull’opportunità di creare un nuovo grande insediamento commerciale, il primo che verrebbe autorizzato dall’amministrazione Rasero.

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