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Ad Asti in arrivo Decathlon, Max Factory e ALDI con più di 150 posti di lavoro

Dopo la messa in sicurezza del Versa sono iniziati i lavori di costruzione del plesso commerciale che si estenderà su 10.000 mq

In corso Alessandria il nuovo “polo commerciale”

Saranno tra 150 e 200 i nuovi posti di lavoro che arriveranno ad Asti quando aprirà il nuovo addensamento commerciale in corso Alessandria, su circa 10.000 mq, i cui lavori di costruzione stanno iniziando in questi giorni al termine di una lunga operazione di messa in sicurezza del territorio.

Siamo a ridosso del torrente Versa, davanti al plesso commerciale dove si trovano l’Unieuro e il Catering. Qui la società Carrera Srl ha avviato un maxi intervento di messa in sicurezza degli argini dopo aver già costruito il nuovo ponte sul Versa.

Ecco cosa verrà aperto

Occorreranno circa 12 mesi di lavoro, forse anche meno, per realizzare il piano di urbanizzazione che prevede l’apertura di 4 nuovi superfici di vendita: un nuovo negozio della catena Decathlon (abbigliamento, scarpe e materiale per lo sport) che occuperà 3000 mq, un supermercato della catena tedesca ALDI che sorgerà su 2000 mq, un punto vendita della catena Max Factory (abbigliamento e moda) su circa 3000 mq e un negozio Arcaplanet, di circa 2000 mq, oggetto di una ricollocazione nel perimetro urbano.

Un blocco unico, con 4 entrate separate, e 580 posti auto che saranno realizzati a completamento dell’insediamento commerciale. A firmare il progetto Carrera è stato l’architetto astigiano Domenico Catrambone.

L’area dove sorgerà il polo commerciale Carrera

Le opere pagate a scomputo degli oneri

Al di là dei marchi che andranno ad occupare quell’area, completando quello che in gergo viene definito “centro commerciale naturale”, per Asti l’operazione della società proponente ha rappresentato l’opportunità per avere, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, una serie di interventi utili alla messa in sicurezza del territorio.

«Sul Versa abbiamo effettuato un lavoro di pulizia e bonifica degli argini fino a 1,3 km a nord e per circa 150 metri verso sud – spiegano Alessandro e Umberto Bramafarina della Carrera Srl – L’obiettivo era quello di mettere in sicurezza quella zona di area industriale, ma negli oneri di urbanizzazione dobbiamo inserire anche la costruzione del ponte di corso Alessandria, il pavimento del Palasanquirico e l’intervento per la sistemazione del tetto nella scuola Pascoli. Infine, non meno importante, è stata anche finanziata una parte delle nuove telecamere di sorveglianza della città». I Bramafarina ringraziano l’amministrazione comunale per la collaborazione data nei lavori propedeutici, ma anche la Cassa di Risparmio di Asti per aver sostenuto l’iniziativa.

Il Piano Carrera cambierà nuovamente l’ingresso est di Asti che, negli ultimi 10 anni, ha visto la costruzione di numerosi insediamenti commerciali di media grandezza, i cosiddetti “monomarca”.

Area industriale appetibile

Ma l’area industriale di Asti è di per sé molto appetibile per gli imprenditori, perché strategica rispetto all’autostrada Torino-Piacenza e all’Asti-Cuneo. Eppure, a Quarto, tanti terreni del Pip sono ancora vuoti nonostante più amministrazioni comunali abbiano fatto di tutto per renderli interessanti per eventuali imprenditori intenzionati a ricollocarsi.

Nell’ambiente tutti sanno che uno dei problemi più sentiti è rappresentato dai campi nomadi che si trovano in via Guerra, proprio a ridosso dell’area industriale. L’amministrazione Rasero, alla quale Alessandro e Umberto Bramafarina riconoscono una capacità di azione indispensabile per portare la città fuori da uno stallo durato anni, è consapevole che i campi nomadi non siano un bel biglietto da visita per chi avesse intenzione di aprire un’azienda in loco e il loro superamento è considerato una priorità anche per questo. Ma c’è dell’altro.

Le occasioni sfumate e i tanti no

«Perché ad Asti è sempre così complicato fare qualsiasi cosa?» si chiedono i Bramafarina ricordando tutta una serie di grandi contenitori abbandonati a se stessi: ex ospedale, ex maternità, Way Assauto, cui aggiungono le occasioni perse per rivalutare aree dismesse, come l’ex Oasi dell’Immacolata, su cui è sfumato il trasferimento della Nova Coop dopo le proteste degli ambientalisti, fino allo stop all’impianto di Motocross di Valmanera «che portava indotto e dava lavoro ad alcune famiglie».

«Il valore aggiunto di questo sindaco – aggiunge Umberto Bramafarina – è essere un imprenditore e quindi conoscere le esigenze di questo settore. Una di queste è avere risposte certe in tempi accettabili». E la mente corre subito al progetto di Agrivillage che Rasero ha definitivamente cassato lo scorso anno, dopo un Consiglio comunale aperto sul tema, ma soprattutto dopo oltre 10 anni dalla presentazione in Comune della proposta di costruire il villaggio dei sapori e dei prodotti tipici locali.

(nella foto in alto il rendering del progetto dal sito https://www.bramafarina.com)

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