Addio PDL, anche ad Asti riecco Forza Italia. Galvagno: nuove battaglie
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Addio PDL, anche ad Asti riecco Forza Italia. Galvagno: nuove battaglie

Decaduto Berlusconi e rotte le larghe intese con il Governo Letta, Forza Italia torna a farsi sentire anche nell'Astigiano e lo fa annunciando il ritorno al vecchio simbolo e l'imminente

Decaduto Berlusconi e rotte le larghe intese con il Governo Letta, Forza Italia torna a farsi sentire anche nell'Astigiano e lo fa annunciando il ritorno al vecchio simbolo e l'imminente nascita, in Consiglio comunale, dell'omonimo nuovo gruppo. A ufficializzare il ritorno del primo partito di Berlusconi è stato Paolo Milano, temporaneo coordinatore, in una conferenza stampa nella storica sede di via Carducci. Oltre a Milano ha voluto essere presente per l'occasione l'ex sindaco Giorgio Galvagno che non ha nascosto la propria soddisfazione per la rinascita di Forza Italia anticipando l'inizio di una nuova stagione «di battaglie sul territorio, in mezzo alla gente» mettendo così in secondo piano le varie nomenclature che dovranno essere identificate con i prossimi congressi.

«Basta ordini dall'alto, neanche da Berlusconi ? ha detto l'ex primo cittadino ? Per governare questa città occorrono persone, idee e soldi. Ad Asti – ha aggiunto – i soldi si trovano perché sappiamo che c'è una montagna di sprechi mentre continuiamo a gestire la città su modelli di 30 anni fa, senza averli aggiornati. Inoltre c'è gente che da 25 anni ricopre posizioni di potere, quella che ha il grano, e che non viene mai cambiata». In Consiglio comunale sarà Fabrizio Imerito il nuovo capogruppo di Forza Italia che ha chiesto al partito «di essere più presente nelle battaglie che ci vede protagonisti rispetto al recente passato, trovando anche un parlamentare astigiano che possa rappresentare il nostro territorio a Roma».

Alla rinascita di FI erano presenti, tra gli altri, Luigi Porrato, Marco Galvano, Salvatore Ingrasci, il canellese Giancarlo Benedetti e alcuni militanti che hanno condiviso le parole di Milano. «Rimaniamo nel centrodestra riconoscendo Silvio Berlusconi come nostro leader -? ha detto ricordando la recente uscita dal Senato dopo la votazione seguita alla sentenza della Corte di Cassazione -? La Sinistra è riuscita a liberarsi di lui utilizzando il voto palese, cosa mai successa prima, e accelerando l'iter della discussione. Questo Governo di larghe intese avrebbe dovuto fare le grandi riforme come quella della giustizia, del lavoro e dello stato per uscire dal pantano che ci opprime ma, invece, ha perso solo tempo occupandosi della decadenza di Berlusconi».

Paolo Milano ha però riconosciuto il poco appeal che il PDL ha avuto sugli elettori (ad Asti si è arrivati a circa 2.300 tesserati) «non riuscendo ad entrare nel loro cuore come fece Forza Italia nel ?94» e ha annunciato l'esigenza di guardare ai giovani «che però -? ha ribattuto Galvagno -? si devono conquistare il loro posto nel partito».

Riccardo Santagati

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