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Intervista

Adrian Topalli, tempra d’acciaio e il desiderio di lasciare il segno ad Asti

Recupero accelerato dopo la brutta caduta a Monteroni di metà maggio e il ritorno alla vittoria nel Palio di Casole

Il primo approccio con la pista astigiana di Piazza Alfieri non fu dei migliori (brutta caduta con il giubbetto di San Secondo, n.d.r.), ma Adrian Topalli è uno che con le difficoltà e gli acciacchi fisici è abituato a convivere. Le avversità non lo spaventano, la tempra è d’acciaio. Al punto che Santa Caterina, per espressa volontà del Rettore Nicoletta Sozio, non ebbe dubbi ad ingaggiarlo quando ancora non si era ristabilito del tutto dal volo in cui incappò alla curva del Cavallone.

Assai più recente invece l’accaduto in occasione delle prove d’addestramento inserite nel protocollo senese. Monteroni, metà maggio, in tre a terra in una batteria: Mula, Pacini e Topalli. Quest’ultimo montava una cavallina inesperta, Cristal Grey. Serio infortunio alla spalla, ma si sa, i fantini sono fatti di gomma e dopo la forzata rinuncia a Fucecchio e a Ferrara riecco Topalli più pimpante e voglioso che mai.

Come stai Adrian?
«Meglio, molto meglio. La buona corsa che ho fatto a Castiglion Fiorentino ed il recentissimo successo ottenuto a Casole d’Elsa sono la testimonianza delle mie ritrovate condizioni fisiche. Erano due test importanti, soprattutto perché ora ci sono alle porte appuntamenti nei quali voglio ben figurare».

Breve bilancio finora della tua stagione?
«Se non ci fosse stato l’intoppo della caduta a Monteroni l’avrei giudicata completamente positiva. Ora però, poco alla volta, le cose stanno tornando a posto e da qui alla chiusura dell’annata paliesca conto di togliermi qualche bella soddisfazione, già a partire da domenica a Bientina dove correrò per la Contrada Puntone su Benito (l’intervista a Topalli risale a mercoledì 13 luglio, a Bientina è andato in finale n.d.r.)».

Parliamo del Palio di Siena: spesso il tuo nome, in proposito, torna alla ribalta, ma alla fine….
«Alla fine però nulla si concretizza. Qualche contatto, alcune voci…. ormai ci ho fatto l’abitudine. Credo che per il sottoscritto Siena continuerà a restare un sogno. Bisogna essere all’interno di certe dinamiche ed incastri palieschi ed io non ne faccio parte».

Siena tabù, a Piancastagnaio non ci sei… I tuoi impegni prima di venire ad Asti?
«Correrò a Feltre, il 7 agosto, e a Fermo, il giorno di Ferragosto. Due ingaggi consolidati da tempo. Poi mi concentrerò su Asti».

Asti, appunto. Parlami del tuo rapporto con Santa Caterina. Come si è sviluppato nel tempo?
«Tutto ha sempre funzionato al meglio. Ci sentiamo spesso, i contatti sono frequenti. Sono persone con le quali non è difficile dialogare: alla buona per intenderci. Nicoletta Sozio, il Rettore, è molto determinata e capace. Le problematiche non la spaventano e sa farsi rispettare. Asti è un Palio per me molto importante: devo cancellare la mia prima sfortunata esperienza in Piazza Alfieri e ricambiare la fiducia che Santa Caterina ha riposto in me».

La tua scuderia è piuttosto ben fornita…
«Sì, posso tranquillamente affermare che il lavoro non manca. E in questo periodo, con il clima torrido che ci accompagna, anche i cavalli richiedono attenzioni particolari. tipo. sveglia alle quattro per poter lavorare con una temperatura ancora accettabile».

Hai già deciso quali cavalli porterai ad Asti?
«In linea di massima sceglierò i due mezzosangue da portare ad Asti tra questi quattro soggetti: Spartaco da Clodia, Red Riu, Carilbom e Sultano da Clodia».

Sarai ad Asti per la seconda riunione delle prove di addestramento del 23 luglio?
«Si, ci tornerò nuovamente dopo aver già portato quattro cavalli in occasione della prima serata. Sarà un test indicativo in ottica settembrina. I mezzosangue vanno monitorati con continuità».

Infine Adrian: quali ritieni possano essere le accoppiate da temere maggiormente?
«Ce ne sono diverse che meritano rispetto. Persin troppo facile dire Don Bosco, San Lazzaro e San Secondo: ne ho menzionate tre, ma ce ne sono almeno altrettante ben allestite e che seguono a ruota. Torno però a sottolineare che non conta molto la condizione dei cavalli in questo momento. Bisognerà avere soggetti al top il giorno del Palio. Lo stato di forma di un cavallo varia molto rapidamente, io ritengo addirittura che da una corsa all’altra il rendimento di un soggetto possa mutare in maniera sensibile».

Nelle foto: l’arrivo vittorioso di Topalli a Casole e la sua presentazione a Santa Caterina risalente al 2020.

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