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Affidamento familiare: ad Asti si cercano “nuovi genitori”

Quando i genitori naturali non sono in grado, per varie ragioni, di prendersi cura dei figli minorenni le soluzioni sono tre: affidarli a parenti, ad altre famiglie o mandarli in comunità

Il Comune di Asti promuove l’affidamento familiare

Sono circa 80 i minori seguiti dai servizi sociali del Comune dati in affido a famiglie che hanno scelto di occuparsi di loro per un periodo di tempo più o meno lungo. L’affidamento familiare è al centro di una nuova campagna informativa voluta dall’amministrazione comunale e volta a far conoscere questo importante istituzione, prevista dall’ordinamento civile, che consente a bambini e adolescenti di poter essere accolti in una famiglia affidataria quando quella di origine non è in grado, per vari motivi, di prendersi cura di loro. Dare ai minori un tetto, cure e qualcuno che li accudisca è il principale obiettivo dell’affidamento familiare che non solo viene disciplinato da una legge, ma prevede anche un orientamento e sostegno da parte dell’equipe affido, di un assistente sociale, di uno psicologo e di un operatore socio sanitario. «Già nel settembre scorso – ha ricordato il sindaco Maurizio Rasero durante un recente incontro tra un gruppo di genitori affidatari e operatori sociali – l’amministrazione aveva deliberato sull’argomento proponendo di fare passi avanti per ricercare nuove disponibilità di singoli e famiglie e rispondere, così, alle esigenze presenti nella nostra comunità».

A chi si rivolge la campagna sociale

Ora tocca alla campagna voluta dal Comune sensibilizzare gli astigiani sul tema dell’affido ed estendere la rete di famiglie disposte ad accogliere in casa minori seguiti dai servizi sociali. La campagna prevede incontri diversificati nelle scuole, con le associazioni del territorio, l’Università, le parrocchie, «coinvolgendo – fanno sapere dagli uffici – tutti quei contenitori in cui possono essere intercettate persone idonee e disponibili». «Siamo impegnati ad ampliare il nostro sguardo – ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali Mariangela Cotto – favorendo quelle famiglie che vorranno per un po’ di tempo donare spazio nella casa e nella propria vita a un bimbo/a progettando insieme quello di cui hanno bisogno». All’incontro in Municipio ha partecipato anche Saveria Ciprotti, Garante comunale dell’Infanzia, con cui il Servizio Minori intende promuovere iniziative per la tutela e la prevenzione del disagio minorile.

«In comunità ci sono ancora tanti minori»

A oggi sono quasi 80 i bambini in affido tramite i servizi sociali del Comune. Di questi 13 sono in affido parentale, sotto la custodia di parenti diretti e, tra loro, anche un minore straniero. Altri 27 sono inseriti in un percorso di affido non parentale, quindi seguiti da famiglie che si sono rese disponibili ad accoglierli per il tempo necessario. Ben 37 vengono seguiti dalle famiglie affidatarie solo durante il giorno (affido diurno), per un monte ore definito con gli uffici dei servizi sociali. «Ma ci sono molti minori accolti in comunità: – aggiunge l’assessore Mariangela Cotto – tra questi contiamo 23 stranieri non accompagnati e 12 minorenni italiani. Speriamo che anche per loro possa presto esserci una famiglia disponibile ad accoglierli».

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