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Attualità

Agosto violento per le donne
69 accessi al Pronto Soccorso

«Tanti ad ascoltare. Ma mai abbastanza». Soprattutto se si parla di violenze fra le mura domestiche e se si leggono i dati disponibili che "registrano" un fenomeno purtroppo in aumento. A partire da quelli forniti dall'Asl di Asti che monitora costantemente gli accessi in Pronto Soccorso per violenze: dal primo gennaio a ieri sono stati conteggiati 69 accessi, divisi fra 60 donne, 5 uomini e 4 minori. Un numero alto se si pensa che…

«Tanti ad ascoltare. Ma mai abbastanza». Soprattutto se si parla di violenze fra le mura domestiche e se si leggono i dati disponibili che "registrano" un fenomeno purtroppo in aumento. A partire da quelli forniti dall'Asl di Asti che monitora costantemente gli accessi in Pronto Soccorso per violenze: dal primo gennaio a ieri sono stati conteggiati 69 accessi, divisi fra 60 donne, 5 uomini e 4 minori. Un numero alto se si pensa che lo scorso anno, nello stesso periodo, i passaggi in Pronto di persone che avevano subito violenza erano state "solo" 47, ovvero 22 in meno.

Ma è il Centro di Ascolto L'Orecchio di Venere che ci dà la misura di quanto sia preoccupante l'escalation di persone (in stragrande maggioranza donne) che subiscono soprusi all'interno delle mura domestiche. Si tratta del Centro di Ascolto L'Orecchio di Venere, nato in seno alla Croce Rossa di Asti, che dalla sua nascita, cinque anni fa, è diventato un punto di riferimento sia per i cittadini che per le forze dell'ordine ogni qualvolta si trovano di fronte a casi di maltrattamenti. Proprio lunedì i volontari hanno aperto la 230ma scheda e dall'inizio dell'anno sono state già 70 le persone che si sono rivolte al centro e sono state seguite nei vari percorsi che seguono la denuncia. In questa triste contabilità non rientrano tutte le decine di donne che si rivolgono al Centro semplicemente per un colloquio e poi non trovano il coraggio di andare oltre, di denunciare, di affrontare il percorso di uscita da una situazione di profondo disagio.

«Sono soprattutto donne di mezza età, fra i 35 e i 60 anni quelle che si rivolgono al nostro centro – commenta la responsabile Elisa Chechile – e, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un aumento di richieste di aiuto da parte di donne che subiscono da molti anni e sono arrivate al limite. Donne che non sono mai state "trattate" dai servizi sociali perchè vivono in condizioni economiche buone e che non sono mai passate dal Pronto Soccorso perchè non vi si sono mai presentate neppure nei casi di violenza fisica. Ci dicono che prima di noi non sapevano a chi rivolgersi per esternare le condizioni da incubo che vivevano in casa. Apparentemente appartengono a famiglie pienamente riconosciute dalla società come "normali", a volte anche invidiate. E si tratta per la maggior parte di donne italiane». Molte di queste donne sono accompagnate dalle giovani figlie, le stesse raggiunte a scuola dal messaggio dell'Orecchio di Venere durante gli incontri durante le lezioni. «Molte di queste ragazze, dopo i nostri interventi, si rendono conto che a casa loro esiste una situazione di sopruso fisico o psicologico e ci portano le loro madri».

Fra i nuovi alleati del Centro d'Ascolto L'Orecchio di Venere, negli ultimi tempi sono rientrati anche i medici di base e i sindaci dei piccoli paesi. I primi raccolgono le drammatiche confidenze delle loro mutuate mentre alcuni primi cittadini di piccoli centri, dove si sa tutto di tutti ma nessuno interviene, si fanno carico di indirizzare le donne maltrattate al Centro. I volontari lavorano a pieno ritmo 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno e ad agosto si sono trovati a dover sostituire anche centri antiviolenza di province vicine chiusi per ferie. «Un mese di superlavoro -spiega la Chechile- in un momento, quello delle ferie, dove maggiormente scoppiano le crisi famigliari visto il maggior numero di ore passate insieme».

Sempre più casi da trattare e una "fame" costante di volontari formati e preparati che vogliano dare una mano. Per questo motivo si è da poco concluso il primo corso propedeutico regionale per operatori dei Centri di Ascolto antiviolenza della Croce Rossa rivolta ai volontari. Al termine di tre giornate di formazione sono stati 40 i nuovi operatori che hanno ricevuto l'attestato di partecipazione al corso aperto dalla vice presidente nazionale Cri Maria Teresa Letta.

Daniela Peira

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