Interventi per 40 mila eurosulla facciata di Palazzo Mazzola
Attualità
Storia dell’evento

Al Museo del Palio una mostra imperdibile a partire da venerdì 11 marzo

Si potranno ammirare “gavardine” e caschetti che alcuni tra i fantini più famosi e vincenti hanno indossato in pista

Un evento da non perdere per gli appassionati di Palio (e non solo). Venerdì 11 marzo, alle 17,30, presso il Museo di via Cardinal Massaia (Palazzo Mazzola, foto) che ospita cimeli, stendardi, bandiere, costumi, immagini, manifesti e documenti che “raccontano” la storia della manifestazione e grazie al fattivo e fondamentale apporto di Borghi, Rioni e Comuni, verrà inaugurata la mostra “Il Palio in pista. Colori e simboli nella corsa del Palio di Asti”.

Imperdibile occasione per ammirare “gavardine” (giubbetti) e caschetti che hanno fatto la storia dell’evento settembrino. Come specificato nel dettaglio sulla pagina facebook del Museo….  “Sarà possibile ammirare, tra le altre, la casacca vincitrice di Andrea Mari per il Rione Santa Caterina (2014), quella di Domenico Ginosa vincitore nel 1973 per il Borgo San Pietro e quella del Comune di Baldichieri, indossata dall’indimenticabile Alessandro Pelissero”.

Pezzi unici che riportano alla mente scaramanzie, curiosità e singolari iniziative beneauguranti adottate per ingraziarsi la buona sorte: i cuori dipinti sulla casacca di San Martino San Rocco o il motto “oscurato” prima della corsa (anno 2000, settembre) sul giubbetto del Borgo vincitore di Santa Maria Nuova, indossato da Martin Ballesteros, per scongiurare i 28 anni di digiuno di vittorie.

Da sottolineare inoltre il prezioso contributo fornito dalle immagini degli ultimi 50 anni di Palio, che si potranno ammirare in particolare grazie ad “Astifoto” ed al signor Poggi, che ha arricchito con i suoi scatti il patrimonio fotografico dell’Archivio Storico di Asti. Sempre dall’Archivio provengono pure altre immagini visibili alla mostra.

Sarà inoltre possibile notare, attraverso manifesti, documenti, regolamenti ed immagini, come il vestiario e l’equipaggiamento dei fantini sia cambiato nel corso dei secoli. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13; il martedì e il giovedì anche nella fascia oraria 15-17. Sabato e domenica solo su appuntamento.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento della capienza del Museo, ma per l’accesso è necessario il rispetto dell’attuale normativa anti covid (super Green pass e mascherina ffp2).

Per informazioni e prenotazioni: 0141/399339 – 399041.

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