Casalone Alessandro
Attualità
Intervista

Alessandro Casalone, pilota di aereo e studente universitario

Astigiano, 23 anni, è stato premiato dalla Royal Aeronautical Society di Londra per la determinazione dimostrata nel realizzare le sue passioni

Un premio di respiro internazionale a 23 anni per aver saputo seguire con determinazione due passioni: la psicologia e l’aviazione.
Protagonista l’astigiano Alessandro Casalone, che recentemente ha ricevuto a Londra, dalla Royal Aeronautical Society, il riconoscimento “Civil Cadet Pilot Award 2021”, unico italiano tra i premiati delle varie sezioni di cui si compone il premio.
Per saperne di più, lo abbiamo raggiunto telefonicamente per porgli alcune domande.
Cominciamo facendo un passo indietro. Quando è cominciato il percorso che le ha consentito di ottenere questo riconoscimento?
Dopo il diploma al liceo classico Vittorio Alfieri di Asti, che ho conseguito nel 2017, mi sono iscritto al corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche all’Università Cattolica di Milano, con l’obiettivo, una volta laureato, di lavorare nell’ambito delle risorse umane. Parimenti, ho voluto provare a conciliare gli studi con una grande passione che mi accompagna fin da bambino, quella per il volo. Da piccolo ho avuto la fortuna di viaggiare molto con la famiglia e sono sempre stato affascinato dagli aerei. Così ho deciso di iscrivermi alla Scuola di volo a Varese Venegono, il cui percorso prevede una parte pratica e teorica che va dai 2 ai 3 anni.
Come è andata?
Nonostante la difficoltà di conciliare i due impegni, che mi hanno portato a sacrifici e rinunce, nel luglio 2020 mi sono laureato e nel novembre dello stesso anno ho ottenuto il brevetto di pilota commerciale di aerei di linea presso la scuola Aviomar di Roma, dove ho completato il percorso cominciato a Varese e sostenuto l’esame finale.
Cosa è successo dopo?
Ho mandato la candidatura alla compagnia irlandese Ryanair e sono stato scelto, grazie anche al corso che avevo fatto a Roma con la stessa compagnia che consentiva un accesso prioritario alle selezioni. Nel febbraio 2021 ho quindi cominciato il corso di abilitazione al Boeing 737-800, jet da 70 tonnellate che attualmente ho la fortuna di condurre, come pilota primo ufficiale Ryanair, nei cieli d’Italia e d’Europa con 189 passeggeri a bordo.
Per quanto riguarda l’università si è fermato alla laurea triennale?
No, sono regolarmente iscritto al corso di laurea magistrale in Psicologia clinica all’Università di Cagliari. Ho scelto il capoluogo della Sardegna perché conoscevo già questa città, dato che mio papà lavora in zona. Ho chiesto quindi di avere Cagliari come aeroporto di base, da cui parto e torno alla fine della giornata, e sono stato accontentato. Una fortuna, dato che non è scontato.

Il premio

E’ poi arrivato il premio…
La Royal Aeronautical Society di Londra, di cui sono membro, ha voluto riconoscere il mio impegno. Mi ha infatti conferito il riconoscimento “Civil Cadet Pilot Award 2021” per aver dimostrato coraggio e determinazione nel realizzare tutte le mie passioni e ambizioni, ottenendo buoni risultati nel corso dell’addestramento. E, sempre secondo la Società, per essere un ottimo esempio per i miei coetanei nel voler inseguire e trovare la giusta strada per realizzare i propri sogni.
E’ stata una sorpresa?
Sì, abbastanza. Sapevo che la scuola di volo Aviomar mi aveva candidato e ci speravo, ma ero uno dei pochi Italiani in lizza, a fronte di numerosi concorrenti di scuole estere e, soprattutto, inglesi.

I primi voli

Come mai non ha scelto di intraprendere un solo percorso, università o scuola di volo?
Non riuscivo a scegliere tra queste due grandi passioni. Sicuramente è stato faticoso, oltre che oneroso dal punto di vista economico, perché ho vissuto fuori casa e ho dovuto fare tanti sacrifici, dire tanti “no”: terminato un esame all’università dovevo affrontarne uno alla scuola di volo, e così via.
Si ricorda il suo primo volo alla scuola?
Sì, era il novembre del 2017. E’ stato molto emozionante. Ero ovviamente in compagnia dell’istruttore e abbiamo sorvolato il lago Maggiore. Eravamo a bordo di un areo molto piccolo che, a differenza di quelli di linea, dà proprio la sensazione di essere “per aria”. Poi, dopo 15 ore con l’istruttore, ho poi condotto per la prima volta un aereo da solo. In quel momento ho pensato: “Ecco, ci siamo”.
E il primo volo da pilota di linea?
E’ stato lo scorso 3 agosto, da Cagliari a Verona, insieme al comandante.
Considerati questi risultati, come vede il suo futuro dal punto di vista professionale?
Di sicuro voglio crescere come pilota di linea. Nel frattempo completerò il corso di laurea magistrale in Psicologia clinica, intrecciando le due strade intraprese. Sono infatti studi che possono avere applicazione pratica nell’aviazione: dai programmi di reclutamento e selezione dei piloti di linea – che includono diversi assessment psicologici, come ho potuto approfondire nella tesi di laurea triennale – ai sistemi di supporto psicologico riservati al personale.

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