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Alla Casa di Riposo “Città di Asti” 22 pazienti positivi e 4 operatori

L'analisi con i tamponi ha fatto emergere molti asintomatici ospitati nella struttura di via Bocca

Il Covid-19 ha colpito anche la Casa di Riposo “Città di Asti”

E’ di oggi la notizia che secondo fonti dell’OMS, metà dei decessi da Coronavirus in Europa ha interessato persone residenti in case di cura. Impensabile, quindi, che la più grande casa di riposo del Piemonte, quella di Asti, riuscisse a superare indenne l’emergenza Covid-19.

Sono 22 i degenti positivi accertati grazie ai tamponi effettuati nei giorni scorsi dentro la struttura di via Bocca dove, l’8 aprile, era stato identificato un primo paziente positivo al Covid-19. L’uomo era stato immediatamente ricoverato al Cardinal Massaia.

“Abbiamo 15 positivi asintomatici e 7 sintomatici che sono stati trasportati all’ospedale – conferma il commissario straordinario della Casa di Riposo Giuseppe Camisola – Gli asintomatici si trovano isolati rispetto agli altri degenti e sono nell’ex reparto di Suor Paola dotato di un ingresso separato da quello principale. Anche gli operatori che li seguono sono dedicati a questa area “Covid” e non hanno alcun contatto con le altre zone della struttura”. Un solo degente risulta invece essere deceduto “con il Covid” precisa Camisola.

4 operatori positivi al virus

Sono invece 4 gli operatori della struttura risultati positivi al tampone che, in ogni caso, è stato effettuato nei giorni scorsi come nelle restanti RSA della provincia. Tamponi che il commissario Camisola aveva chiesto si facessero il prima possibile.

I recenti tamponi sono utili a stabilire lo stato dell’arte ad oggi, ma non è escluso che qualche paziente possa essersi negativizzato nel frattempo. “Abbiamo almeno un paziente guarito” continua il commissario mentre ricorda che i tamponi effettuati sono stati 296, quindi su tutti gli ospiti presenti nel pensionato al momento dei controlli. Oggi la struttura conta 288 degenti poiché c’è stata la decisine di non accettare alcun nuovo ricovero.

Il commissario e la direzione sanitaria hanno continui confronti con l’Asl ed è proprio quest’ultima che stabilisce come trattare i pazienti positivi o l’eventuale ospedalizzazione. “Tutti i parametri dei nostri degenti vengono controllati 2 volte al giorno, – spiega il commissario – ma per quelli ospitati nella zona di quarantena i controlli vengono effettuati 3 volte al giorno. I positivi hanno in media 80 anni, con una lieve maggioranza di uomini rispetto alle donne”.

L’uso dei DPI tra gli operatori

Per quanto riguarda gli operatori infettati dal Coronavirus, i positivi sono stati messi in quarantena, nei rispettivi domicili, e nessuno di loro vive all’interno della Casa di Riposo. Come si siano infettati non è facile dirlo perché secondo quanto dichiarato dal commissario “hanno tutti utilizzato mascherine, guanti, cuffie, visiere, divise e camici usa e getta”. La Casa di Riposo ha investito circa 30.000 euro nell’acquisto dei DPI dall’inizio dell’emergenza e aperto una sottoscrizione per chiedere l’aiuto degli astigiani nel sostenerla durante la pandemia.

Roberto Gabriele, segretario generale funzione pubblica CGIL con delega ala sanità e agli enti locali, aggiunge che “dalla Casa di Riposo non sono state segnalate carenze di DPI o un loro utilizzo errato mentre il numero dei positivi è preoccupante, sebbene non un caso atipico tenuto conto dei dati delle altre RSA. Ora che abbiamo i risultati dei tamponi chiederemo la convocazione del Comitato della sicurezza interna”.

Intanto domani, come segno di gratitudine, il commissario farà trovare nei pressi della bollatrice, all’ingresso, un cesto di rose a tutte le dipendenti “in quanto – spiega – molte di loro hanno operato con grande dedizione e serietà in momenti molto difficili e spesso lasciando il loro lavoro principale per dare una mano nei dipartimenti”.