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Alla fiera di Moncalvo si inaugura il “respira tartufo” anti Covid

Un'invenzione per sentire il profumo del tartufo senza rischiare i contagi

Per annusare in sicurezza

Annusare il tartufo per apprezzarne l’aroma e decidere se acquistarlo o meno: il gesto più scontato che si può compiere in un mercato di “trifole”.
Eppure, in tempi di pandemia, nulla è più certo e come fare quindi per annusarle ugualmente in tutta sicurezza?
A spiegarlo è stato Mauro Carbone, direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e anche del Centro nazionale studi sul tartufo di Alba, ospite d’onore alla presentazione ufficiale della 66ma edizione della Fiera del Tartufo Bianco di Moncalvo la cui prima giornata si terrà domani e della 383ma edizione della Fiera del Bue Grasso.

Come funziona

«Nessun pericolo, possiamo farlo lo stesso grazie a questa nuova invenzione: il respira tartufo». Si tratta di un contenitore di vetro, in cui sarà posto il fungo ipogeo, chiuso da un tappo di silicone bucherellato e realizzato ad hoc dal Centro nazionale studi sul tartufo di Alba, approvato e finanziato dalla Regione Piemonte, che fortemente crede e investe in questo progetto. «Chi compra un tartufo compra un profumo e un’emozione – ha spiegato Carbone – grazie a questa invenzione potremo in sicurezza poter sentire l’aroma e scegliere la nostra trifola da portare in tavola anche con la mascherina».

I due premi in palio

 

Garantita quindi la possibilità per la giuria di valutare attraverso non solo il peso ma anche il profumo i tartufi migliori che si aggiudicheranno nelle ultime due domeniche di ottobre i premi “Tartufo d’oro” e “Zappino d’argento”.
Fiera che si terrà in forma ridotta ma che si farà, come ha tenuto a precisare il sindaco Christian Orecchia: «Portare in piazza le fiere non è incoscienza ma amore per il proprio territorio e per i commercianti. Le fiere sono delle opportunità per far conoscere ai turisti il Monferrato, non solo Moncalvo.
Naturalmente l’emergenza sanitaria rende complicato ciò che è sempre stato semplice, ma dobbiamo imparare anche da queste esperienze e cogliere l’occasione per reinventarci e offrire nuovi servizi ai turisti».

d.m.

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