Alloggi sfitti? Dateli al ComuneIl progetto per chi non ha casa
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Alloggi sfitti? Dateli al Comune
Il progetto per chi non ha casa

Siete proprietari di uno dei 1.700 alloggi sfitti di Asti e volete tornare a farlo rendere, dando anche una mano al sociale? Allora l'iniziativa dell'amministrazione, volta ad arginare le

Siete proprietari di uno dei 1.700 alloggi sfitti di Asti e volete tornare a farlo rendere, dando anche una mano al sociale? Allora l'iniziativa dell'amministrazione, volta ad arginare le emergenze abitative, potrebbe essere l'occasione che aspettavate. A differenza di altri progetti destinati a dare risposte alle richieste di case popolari, quello presentato ieri in Comune si differenzia nella modalità con cui ci si approccia al problema "casa". L'amministrazione ha deciso di chiedere ai privati di siglare contratti di affitto con lo stesso Comune (e non con i singoli inquilini) per comodati di durata variabile volti ad accogliere negli alloggi alcune delle famiglie su cui pende uno sfratto esecutivo. L'affitto ai proprietari di casa verrà regolarmente onorato dal Comune (bypassando gli inquilini) e l'alloggio ospiterebbe solo temporaneamente le famiglie in emergenza che sarebbero monitorate con regolarità per aiutarle ad uscire dallo stato di crisi e, quindi, a lasciare l'alloggio ad altre persone in difficoltà.

Ad Asti i dati forniti dai Servizi Sociali certificano che le emergenze sono aumentate: sono 120 le famiglie sotto sfratto (cui si aggiungono ulteriori 50 nuclei dislocati nei quattro stabili occupati) potenzialmente coinvolte dal progetto. Dal momento che il Pubblico non è più in grado di garantire una casa popolare a tutti quelli che ne fanno richiesta «ci apriamo al mondo del privato facendo un importante salto di qualità nell'affrontare le emergenze» ha spiegato l'assessore ai Servizi Sociali Piero Vercelli. «E' molto più utile, nell'immediatezza, impiegare le risorse disponibili sull'edilizia già esistente anziché costruire nuovi alloggi con tempi lunghissimi rispetto alle necessità» ha aggiunto il sindaco Brignolo definendo il progetto l'uovo di Colombo e tra i primi nel suo genere a livello nazionale.

Attualmente alcune famiglie in emergenza abitativa (al di là di quelle 700 già in attesa di una casa popolare) vengono ospitate nel centro di accoglienza temporanea del Maina (5 nuclei) e in strutture convenzionate come la Casa della Musica di Pagella, frazione Sessant (4 alloggi), Casa Martino di Sessant (2 allloggi) e Casa Bosticco di San Damiano (1 alloggio) ma anche dalla Caritas (1 nucleo). Nel 2013 sono stati assegnati 70 alloggi di edilizia sociale di cui 42 da graduatoria ATC e 28 in risposta all'emergenza abitativa. Nel corso del 2014 ne sono invece stati assegnati 13 in graduatoria e 11 per l'emergenza mentre altri 15 alloggi sono in corso di assegnazione in via Perroncito (di cui 4 destinati agli sfratti esecutivi).

Indicativamente il Comune è intenzionato a siglare contratti di affitto per case con una superficie di circa 65/90 mq (ma anche più grandi nel caso ci fossero famiglie più numerose), in buono stato di manutenzione, agibili e abitabili, provviste di tutte le certificazioni richieste dalla legge. Le case possono essere arredate o meno, sia in città che nelle frazioni. I privati possono manifestare interesse (non vincolante) inviando una PEC, entro il 5 dicembre, all'indirizzo protocollo.comuneasti@pec.it e all'attenzione del Settore Politiche Sociali. Nella mail deve essere allegato un modulo scaricabile dal sito internet del Comune o disponibile ai Servizi Sociali. Per maggiori informazioni è possibile chiamare il numero 0141/399283 – 273 o mandare una mail a o.lovisolo@comune.asti.it.

Riccardo Santagati

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