Alluvionati: ricorsi alla Corte per i Diritti dell’Uomo
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Alluvionati: ricorsi alla Corte per i Diritti dell’Uomo

Insomma, se il Governo o il Parlamento italiano proprio non riesce a trovare una soluzione dignitosa sui rimborsi a 23 anni dalla grande alluvione, allora meglio rivolgersi oltre confine

Era stato annunciato nell’ultima assemblea che si era tenuta ad Asti, convocata dal rinato Comitato Imprese Alluvionate Piemonte 1994: «Se la politica non ci ascolta, ricorreremo all’Unione Europea, facendo appello alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo». E così hanno fatto.

Sono già due le aziende astigiane, operanti nel settore ricettivo alberghiero, che hanno dato mandato all’avvocato Tartaglino e al pool di legali romani specializzati nei ricorsi europei, di presentare la vicenda alla Corte. Altre due aziende sarebbero in procinto di farlo e molte altre hanno già dichiarato che ci stanno pensando.

Insomma, se il Governo o il Parlamento italiano proprio non riesce a trovare una soluzione dignitosa a 23 anni dalla grande alluvione, allora meglio rivolgersi oltre confine.

Molto tecnici i dettagli del ricorso alla sentenza di Cassazione italiana, ma si basano su un principio di violazione dei diritti degli imprenditori colpiti dai gravissimi danni dovuti all’inondazione, da parte dello Stato Italiano che, all’epoca in cui dispose i rimborsi, non fece tutti i passaggi necessari (in sede europea, ancora una volta) per sgombrare il campo dal dubbio che si trattassero di aiuti di Stato.

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Daniela Peira

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